Memorie mediterranee

DeAmicis

di Edmondo De Amicis

Orhan Pamuk, premio Nobel turco, ha definito le pagine su Costantinopoli “la migliore opera su Istanbul del XIX secolo”. Queste e altre pagine sono state raccolte in Memorie mediterranee (viaggi in Spagna, Marocco, Costantinopoli e Sicilia), con illustrazioni di Cesare Biseo. Nella prefazione al libro, Emanuele Trevi ricorda che in tema di libro di viaggio sarebbe difficile contestare a De Amicis il ruolo di “padre fondatore”.La Stampa

Prefazione: Emanuele Trevi

Ebook: € 6,49

L'autore
Edmondo De Amicis (1846-1908) è l’autore di Cuore, uno dei libri italiani più letti di tutti i tempi, ed è stato tra i fondatori del Partito Socialista Italiano. Patriota fervente e uomo di ardente impegno civile, fu una punta di diamante della generazione che portò all’unità d’Italia e uno tra i più grandi nomi della letteratura di viaggio dell’Ottocento. Si ricordano, tra i suoi reportage di viaggio, quelli dedicati alla Spagna (1873), all’Olanda (1874), al Marocco (1876) e a Costantinopoli (1878) da cui è tratto questo libro.

Il libro
Memorie mediterranee è una selezione delle più belle pagine di viaggio di questo autore appassionato e coltissimo, spiritoso e acuto, capace di affascinare il lettore raccontandogli quanto sia semplice trovare una donna per la notte negli alberghi di Istanbul spacciandosi per un pittore in cerca di modelle, o descrivendo gli sguardi furtivi delle odalische dietro le paratie degli harem e il destino crudele e insensato degli eunuchi. Alla loro figura nobile e tragica di difensori della passione carnale a cui essi non potranno mai accostarsi, il giovane autore dedica pagine ardenti e memorabili. Di Fez e Istanbul, del Marocco, di Cipro e delle isole greche, Edmondo De Amicis restituisce un’immagine viva e vera, esotica e ammaliante.
Questo libro, arricchito da tavole dell’epoca firmate da Cesare Biseo per l’edizione francese dei testi deamicisiani, si offre infatti anche come una guida ineguagliabile e puntuale dei quartieri e dei monumenti, dei colori e delle attività da svolgere giorno per giorno in terre di cui permane ancora intatto il fascino e l’incanto.
Memorie mediterranee è un libro che affascinerà chiunque ami l’esotismo del Medioriente, di luoghi favoleggiati come Istanbul, le isole greche e il Marocco: per chi viaggia, dunque, ma anche per chi è appassionato di quelle terre e culture oggi così al centro dell’attenzione generale. Le tavole illustrate di Cesare Biseo rendono il libro ricco e prezioso anche per coloro che sono rapiti dall’iconografia di quei luoghi, ed Edmondo De Amicis è uno dei nomi della letteratura italiana più cari al grande pubblico.

Incipit
Era una mattina piovosa di febbraio, e mancava un’ora al levar del sole. Mia madre mi accompagnò fin sul pianerottolo, ripetendomi in fretta tutti i consigli che mi soleva dare da un mese, poi mi gettò le braccia al collo, diede in uno scoppio di pianto, e disparve. Io rimasi un momento là col cuore stretto, guardando la porta quasi sul punto di gridare:
– Apri! Non parto più! Resto con te! — poi mi cac¬ciai giù.per le scale, come un ladro inseguito. Quando fui nella, strada, mi parve che tra me e casa mia si fossero già stese le onde del mare, e alzate le cime dei Pirenei; ma benchè da tanto tempo aspettassi quel giorno con impazienza febbrile, non ero punto allegro. Incontrai alla svoltata d’una strada un me¬dico mio amico che andava all’ospedale, e ch’io non aveva visto da più d’un mese; mi domandò: “Dove vai?” — “In Spagna,” risposi. Non mi voleva credere, tanto il mio viso accigliato e melanconico era lontano dall’annunziare un viaggio di piacere. Per tutta la strada, da Torino a Genova, non pensai che a mia madre, alla mia camera che restava vuota, alla mia biblioteca, alle care abitudini della mia vita alle quali davo un addio per molti mesi. Ma Genova, la vista del mare, i giardini del¬l’Acquasola e la compagnia di Anton Giulio Barrili, mi restituirono la serenità e l’allegrezza. Ricordo che mentre stavo per scender nella barca che mi doveva condurre al bastimento, mi fu data una lettera da un fattorino d’albergo, nella quale non erano che queste parole: «Tristi notizie di Spagna. La condizione di un italiano a Madrid, in tempi di lotta contro il Re, sarebbe pericolosa. Persisti a partire?». Saltai nella barca, e via.

 

Emanuele Trevi è nato a Roma nel 1964, collabora col Manifesto e alla cronaca romana de La Repubblica. Tra i suoi ultimi libri Senza verso. Un’estate a Roma (Laterza 2004) e L’onda del porto: un sogno fatto in Asia (Laterza 2005).

 

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