Santità, a che serve Dio?

Santità a che serve Dio

di Laura De Luca

Dalle apparizioni della Madonna di Fatima all’attentato a Giovanni Paolo II, il libro ricostruisce e traccia l’itinerario di un secolo.

Ebook: € 5,49

Laura De LucaL'autrice
Laura De Luca giornalista di Radio Vaticana, autrice radiofonica, disegnatrice e scrittrice, ha pubblicato vari saggi e romanzi. Tra le ultime opere: Tutti bravi ragazzi. Il sequestro Moro e sette testimoni involontari (Zona 2003).
Di recente si è occupata di musica, producendo il CD Strane Coppie Musicali del Novecento con il patrocinio della Discoteca di Stato.

Il libro
Dalle apparizioni della Madonna di Fatima all’attentato a Giovanni Paolo II, il libro ricostruisce e traccia l’itinerario di un secolo. La giornalista, testimone privilegiata del tragico evento del 1981, propone un collage di ricordi personali, documenti, fonti storiche riflettendo su una serie di interrogativi essenziali, del tutto aperti.
Attraverso una ricostruzione a metà fra la cronaca e il romanzo, l’autrice costruisce un mosaico di frammenti diversi, quasi una partitura musicale, dove le piccole storie di persone qualsiasi, si inseriscono nella più vasta cornice della grande Storia di tutta l’umanità, eleggendo così il pontificato di Woytjla a emblema di tutto il Novecento.

In allegato, un CD audio che, alla maniera degli sceneggiati radiofonici, spettacolarizza, e allo stesso tempo documenta, questi stessi eventi con l’aiuto di documenti originali e testimonianze.

Incipit
Asimmetrico scendo in piacchiata su mille teste. Volo. La piazza è colma, inclina un po’ a destra, mi pare, una volta su un lago ho visto una barca, inclinava su un lato perché tiravano su le reti, che aria dolce c’era, proprio come stasera…
Stasera anche la piazza inclina da un lato, il pescatore è vestito di bianco, LO CONOSCO QUELLO, pesca senza reti, PESCA UOMINI, sta a braccia aperte a bordo di quel carro a motore, dall’alto seguo la scia che si apre di folla, di teste, per noi altri neppure una manciata di miglio, di mollica, di briciole…
Tra le braccia il pescatore bianco solleva una bambina, pesca una bambina, la posa, le braccia si alzano come ali senza troppe piume, salutano, cento altre ali senza proprietari svolzzano intorno, sono “fazzoletti”, specie di piume di riserva, poi mi taglia l’aria qualcosa di nero a lato SWISSSSSSSSSSSSSSCCC… e poi: BANG BANG BANG BANG!
Cacciatori? Se mi si spezza l’ala sono perduto, erano cacciatori? Neanche per sogno; tanto tempo fa sapevo già alla perfezione chi erano i cacciatori, un piccione sa tutto, ma che ci fanno qui, i cacciatori? Gridano tutti: «Fermalo, FERMALO!».
«La folla è tutta in piedi, quasi. Non commentano la scena tragica cui hanno assistito. Sono quasi tutti in silenzio, aspettano notizie (pausa: fischi o grida in lontananza), noi a nostra volta cercheremo di prendere nota e lasciamo aperto il canale anzi chiediamo alla sala controllo se il canale deve rimanere aperto oppure no…
Io abbandono un attimo la postazione e cercherò notizie, cercherò di sapere che cosa è successo, io posso solo vedere piazza San Pietro (pausa: un po’ di affanno), il mio compito era solo di riferire su un’udienza generale (in sottofondo sirene della polizia o di autoambulanza), su una delle tante, affettuose udienze generali date da Giovanni Paolo II, un’udienza generale troncata da quattro-cinque spari in rapida successione…(altre sirene in sottofondo) Il Santo Padre è stato evidentemente, certamente colpito (voci di tecnici vicini al radiocronista)…»
…Si è formato un vuoto, un risucchio dentro la gente, uomini e donne frullati come briciole da una folata di vento maestoso e impassibile nello stesso tempo. L’ala è salva, ho perso giusto due penne, ho perso giusto due battiti, un piccione o mille piccioni siamo tutti la stessa cosa…
Sto facendo lezione di radiofonia, voglio diventare una giornalista della radio, voglio diventare una che dà le notizie senza farsi vedere, la buona coscienza del mondo, la voce della coscienza, invisibile e onnipresente.
All’improvviso il professore viene chiamato in direzione, non ci sono ancora i cellulari e lo sta cercando disperatamente il suo redattore capo dal Giornale Radio. «Muovi il culo, hanno sparato al papa!»
In fretta e furia il professore si congeda dalla classe, dal rettore, da noi studenti. Prima di essere un professore è un giornalista. «Hanno sparato al papa, questa è una lezione fondamentale: all’occorrenza il radiocronista deve essere pronto a schizzare sul posto. Per passare un servizio gli bastano due occhi e un telefono. La radio è poverissima. Io vado».
Che occasione, per noi studenti. Occasione di studio, di pratica, esercizio di cinismo. I giornalisti gioiscono sempre delle cattive notizie: solo le cattive notizie danno buone opportunità; e le notizie quasi sempre sono cattive. In aula vengono accesi quattro sintonizzatori contemporaneamente. Le tre reti RAI e la Radio Vaticana, ovviamente, già non parlano d’altro. Alla Radio Vaticana era in corso la radiocronaca dell’udienza generale, potrei sbagliarmi ma mi sembra che il cronista tiri un po’ il fiato. In laboratorio-TV cinque monitor sono accesi sui tre canali RAI, su Telemontecarlo e su un’emittente locale che già cercano di raccogliere dati su quanto è appena accaduto in quell’angolo di piazza San Pietro, in quell’angolo di mondo… Per il momento filmati o riprese di quanto è successo non ce ne sono. Dobbiamo immaginare, dobbiamo affidarci…

 

… chiunque sia interessato a una riflessione globale sulla storia del ventesimo secolo e sul ruolo politico e ideologico che in essa ha avuto papa Giovanni Paolo II.
È il 13 maggio quando la Madonna appare ai tre pastorinhos sugli altipiani dell’Estremadura. È sempre il 13 Maggio il giorno in cui papa Giovanni Paolo II viene ferito a piazza San Pietro. È il 13 maggio la data che lega il 1917 al 1981 e vela di mistero la storia di un secolo, imponendosi all’attenzione dell’umanità. Si tratta di una tragica fatalità? O è necessario trovare delle chiavi di lettura? In Santità, a che serve Dio? l’autrice con l’occhio svelto, appassionato e diretto della giornalista radiofonica, di chi vuol dare notizie senza farsi vedere, di chi crede che la radio sia povera sì, semplice sì, ma universale e potentissima, ripercorre alcuni degli eventi essenziali del secolo appena trascorso. Lo stile di Laura De Luca è rapido, incisivo e coinvolgente, l’autrice si avvale di molte voci, moltiplica i punti di vista, arricchisce la narrazione, a metà tra la cronaca e il romanzo, di testimonianze e citazioni. Ne fa quasi una partitura musicale in cui le piccole storie personali si inseriscono nella più vasta cornice della grande Storia di tutta l’umanità, e il pontificato di Woytjla si fa emblema di tutto il Novecento.
"Non è un libro per soli cattolici, né per credenti. Forse per chi vorrebbe credere in Dio ma, guardando il mondo, lascia perdere in tempo"
(Rockstar)

 

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