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Sapete dov’è la Tasmania? No, non confondetevi con la Tanzania. La Tasmania è uno Stato dell’Australia, di preciso un’isola che prende il nome da  Abel Tasman, il navigatore olandese che la scoprì nel 1642.
E sapete cos’è il Blues? Questa è più facile: è un tipo di musica caratterizzata da una struttura ripetitiva di dodici battute e dall'uso delle blue note (un intervallo di quinta diminuita) nella melodia.
“Tasmania Blues”, invece, è un bellissimo libro di Helen Hodgman edito da Socrates Edizioni.
Mi sono bastate due cose per innamorarmene, la copertina e, in terza pagina, queste righe:

"Non accadde. I giorni passarono e cominciai a dubitare che potesse succedere realmente. Erano giorni infiniti, l’orologio segnava invariabilmente le tre del pomeriggio, qualsiasi cosa gli si facesse. Potevi provare a metterlo sottosopra. Potevi cercare di coglierlo in fallo, spuntando improvvisamente da dietro la porta per prenderlo di sorpresa. Non importava cosa escogitavi, il giorno finiva in quel momento e non rimaneva più nulla con cui colmarlo.”
E non per niente, queste righe sono riportate anche nella quarta di copertina.

Protagonista è una giovane donna, moglie di James il cui merito consiste nell’essere stato “ il primo uomo che mi spiegò in modo comprensibile il sistema elettorale americano”. Forse non era una dote sufficiente visto che poco dopo dice: “Quando scoprii di essere incinta e lui mi portò a conoscere sua madre, era come se avessi vinto alla lotteria senza sapere di avere il biglietto: non sai se ridere o se piangere”.
Ha un’unica vicina ossessionata per la manutenzione del prato, che ha soprannominato Nostra Signora del Giardinaggio Australiano. Ci sono le donne con i figli e i borsoni colorati che affollano la spiaggia ma lei, al mare preferisce andarci di notte. E poi ci sono i cieli blu ("Blue Skies" è il titolo originale) e le piogge scarse. La sua settimana sarebbe piatta come un sasso ben levigato se non ci fossero due giorni particolari, “Il martedì e il giovedì. In quei giorni potevo decollare e dimenticare la strada, la spiaggia e le tre del pomeriggio”. Infatti, è in questi giorni che lascia la figlia Angelica dalla suocera e va a trovare i suoi amici. Al martedì va da Jonathan, proprietario di un bar ristorante e suo ex datore di lavoro. Al giovedì va a trovare Ben, un artista stravagante e con qualche complicazione con le droghe, sposato con Gloria, la migliore e unica amica della nostra protagonista.

Il romanzo è uscito nel 1976 ma risulta ancora attuale. Descrive il peso esistenziale di una vita solitaria, ai confini del mondo, nella quale il marito è quasi assente per problemi di lavoro. Si avverte la confusione emotiva di una maternità forse non voluta (“Consegnai Angelica e presi il bus per la città” dice ad un certo punto, come se si trattasse di un pacco”) e poi la semplicità con la quale la protagonista riesce ad amare i suoi tre uomini, anzi, quattro se contempliamo anche l’autista di autobus. E con la stessa semplicità riesce a vivere tutto questo senza sensi di colpa:
“Tirai il tappo della vasca con rimpianto, e rimasi a guardare la fragrante acqua tinta di verde che turbinava, assieme a tutti i miei peccati, giù nel buco dello scarico. In senso antiorario, naturalmente”.

Un romanzo dove tutto sembra scorrere lento, come se le lancette fossero sempre ferme sulle tre, e invece succedono un sacco di cose, fino all’epilogo finale nel quale si scopre che lei, la madre ormai depressa, la moglie infedele, riesce a sopravvivere a tutto perché dentro di sé ha due ingredienti ben miscelati: ironia e cinismo.
Centotre pagine che si consumano in un paio di serate, una lettura che mi ha sorpreso e mi invita a scoprire di più su Helen Hodgman. Nata in Scozia nel 1945 e trasferitasi in Tasmania con la famiglia all’età di tredici anni. Nel 1975 scrive il suo primo romanzo, “Tasmania Blues” (“Blue Skies”), pubblicato da case editrici inglesi e australiane (Penguin, Virago Press, The Text Publishing) e in tedesco da Knauss. Due anni dopo scrive un altro romanzo di successo, “Jack & Jill”, vincitore del premio Somerset Maugham Award nel 1979. In seguito pubblica altri romanzi, “Broken Words” (1988) che vince il Christina Stead Prize nel 1989, “Passing Remarks” (1996), “Waiting For Matindi” (1998), “The Bad Policeman” (2001).
Ora vive a Sidney, dove i cieli credo che siano sempre blu.

Paolo Perlini

21/11/2016

http://www.crunched.it/leggere/34-libri/355-tasmania-blues-helen-hodgman.html

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