Mr Nice

MrNice

di Howard Marks

L'autobiografia del professore di Oxford divenuto uno dei massimi trafficanti di hashish

Traduzione: Carla Dolazza
Collana: Paesi, parole
Pagine: 540
Formato: cm 13,5 x 20,5
Legatura: Brossura
Pubblicazione: Novembre 2010
ISBN: 978-88-7202-039-5
Prezzo: 19,00 €

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Howard Marks

L'autore
Howard Marks è nato a Kenfig Hill, nel Galles. Conseguito il dottorato in fisica a Oxford, abbandona la carriera accademica per dedicarsi al traffico di hashish. Dopo avere scontato sette anni di carcere negli Stati Uniti (a Terre Haute, nell'Indiana), è tornato a vivere in Inghilterra. È morto il 10 aprile 2016 all'età di 70 anni in seguito ad una grave malattia.

Il libro
Mr Nice - uno dei tanti nomi falsi assunti dall'autore - è l'autobiografia di Howard Marks, nella quale si racconta la "carriera" di un trafficante di droga. La vicenda ha inizio con l'esilarante narrazione delle turbe adolescenziali di Howard, brillante studente di provincia che riesce ad approdare a Oxford. Qui si getta a capofitto in "sex and drugs, and rock'n'roll" per arrivare infine a Londra, la capitale delle culture alternative degli anni Sessanta.
Con lo stesso entusiasmo con cui ha vissuto le esperienze precedenti, passa dal forte consumo personale al traffico di hashish su scala mondiale. In Gran Bretagna, fa subito notizia che un membro di una delle migliori università finisca all'onore delle cronache giudiziarie. Mr Nice racconta, con humour tutto britannico, le avventure in giro per il mondo, i cambi di identità, i contatti con servizi segreti, organizzazioni politiche o criminali, la detenzione negli Stati Uniti di un simpatico fuorilegge evidentemente dotato di un'intelligenza vivace e di una cultura al di sopra della norma.

Incipit
Cominciavo a essere a corto di passaporti, di quelli che avrei potuto usare. Intendevo andare a San Francisco, qualche settimana dopo, per ritirare parecchie centinaia di migliaia di dollari da qualcuno interessato a sfruttare le proprie conoscenze, sia con me che con un compiacente funzionario della dogana statunitense, che lavorava nel settore importazioni dell'aeroporto internazionale di San Francisco.Alcuni anni prima ero stato dichiarato l'uomo più ricercato della Gran Bretagna, un trafficante di hashish con documentati legami con la mafia italiana, la Brotherhood of Eternal Love, l'IRA e i Servizi Segreti Britannici. Una nuova identità era vitale. Avevo già assunto circa venti diverse identità, la maggior parte delle quali avvalorate dall'esistenza di un passaporto, di patente di guida o altro tipo di documento comprovante la mia esistenza. Tali identità, tuttavia, erano state scoperte da amici/nemici o compromesse dalla mia presenza in qualche pista sospetta che serpeggiava nei meandri di un traffico di recente data. Guidammo fino a Norwich. Dopo un paio di imbarazzanti incontri con intermediari, fui presentato a una persona gentile, un tizio di nome Donald.
Non riuscivo a capire se fosse uno che beveva, che si faceva oppure no. La sua cucina non lasciava trapelare alcun indizio. Sembrava normale, a eccezione degli occhi, sfuggenti come quelli dei “cattivi”. «Qui fuori possiamo parlare in privato», mi disse, conducendomi nel capanno degli attrezzi del giardino. «Ho bisogno di un passaporto, Don, di uno che sia a prova di qualsiasi controllo». «Puoi prendere il mio. Non ne avrò bisogno, ma c'è un problema». «Quale?» «Ho appena scontato dodici anni di condanna all'ergastolo per omicidio».I condannati per omicidio, sebbene siano indubbiamente gente con la fedina penale sporca, sono di rado dichiarati indesiderati al confine di un paese. Vengono considerati una minaccia solo nei confronti dei singoli individui piuttosto che pericoli per l'intera società. Quest'ultima definizione, infatti, tendeva a essere riservata solo agli spacciatori e ai terroristi. «Ti darò mille dollari», dissi, «qualche altro biglietto da cento di tanto in tanto, quando avrò bisogno di una maggiore copertura».
Pensavo a una patente di guida, alla tessera dell'assistenza medica, a quella della biblioteca locale. Un passaporto senza alcun altro elemento di identificazione che lo accompagni rimane sospetto. La tessera d'accesso al circolo del biliardo locale, ottenibile a buon mercato e senza alcuna prova di identità, è sufficiente a convalidare la propria credibilità.
«È il migliore affare che mi sia stato offerto».
«Come ti chiami di cognome, Don?» gli chiesi. Nel passato sono stato incasinato con cognomi terribili.
«Niss».
«Come si scrive?»
«N - I - C - E, proprio come quella città sulla Riviera».
Come Don pronunciasse il suo cognome era una sua scelta. Sapevo, tuttavia, che io lo avrei pronunciato in maniera diversa. Stavo per diventare Mr Nice.

 

Come dimostra il grande successo ottenuto in altri paesi europei, il libro (pubblicato in Gran Bretagna dalla Random House) interessa non solo chi è in favore della liberalizzazione delle droghe leggere, bensì affascina tutti per il modo di raccontare lieve e disincantato una vicenda dai numerosi risvolti avventurosi, che fanno del protagonista quasi un eroe alternativo dei nostri tempi.
Esilarante autobiografia di Howard Marks, professore gallese di fisica a Oxford. Dalla sua iniziazione al "sex, drugs & rock 'n' roll" negli anni Sessanta, al traffico di tonnellate di hashish con l'appoggio dell'IRA e della CIA, fino all'estradizione da parte della DEA e alla detenzione per sette anni nel maggior penitenziario USA.
"Un libro divertente e ben scritto, degno della grande tradizione del romanzo picaresco inglese"
(Corriere della Sera)

 

A tribute to Howard 'Mr Nice' Marks (1945-2016)

Mr Nice - A Video Diary

Mr Nice Howard Marks (Great Cannabis Film)

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