Edmondo De Amicis (1846-1908) viene ricordato. per Cuore, ma è stato
anche un uomo politico che contribuì alla nascita del Partito socialista,
un patriota impegnato nelle battaglie civili e un fautore dell'unità
d'Italia. Non basta. De Amicis è soprattutto uno dei più grandi
scrittori della letteratura italiana e un nome imprescindibile nella letteratura
di viaggio dell'Ottocento. Memorie mediterranee riscopre un autore dimenticato
e relegato nel ghetto della narrativa per ragazzi. Un piccolo editore come Socrates
(già benemerito per aver riscoperto il cubano Reinaldo Arenas) realizza
un gioiello antologico pescando dai più famosi reportages di viaggio
di De Amicis: Spagna (1873), Olanda (1874), Marocco (1876) e Costantinopoli
(1878) e dimostra che si può fare alta letteratura raccontando una città
facendo conoscere un De Amicis diverso dal solito, giornalista colto e appassionato,
che affascina raccontando le donne facili di Istanbul, gli sguardi furtivi delle
odalische dietro le paratie degli harem e il destino crudele degli eunuchi.
De Amicis descrive con passione e precisione città esotiche come Fez,
Istanbul, Barcellona, Cipro e le isole greche.
Il libro presenta alcune tavole d'epoca: firmate da Cesare Biseo per l'edizione
francese ed è una guida ancora attuale di quartieri, monumenti, colori
e costumi. Orhan Pamuk afferma che «Costantinopoli di Edmondo De Amicis
è la migliore opera su Istanbul del XIX secolo». Il libro è
curato da Emanuele Trevi e anche a lui va il merito di aver salvato dall'oblio
pagine importanti della nostra letteratura. (Gordiano Lupi)