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Paesi, parole
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Titolo: I
Wandervögel: una generazione
perduta
Autore: Winfried
Mögge
Traduzione: Enrico
Fletzer, Leda Spiller
Prefazione: Oliviero
Toscani
Collana: Paesi, parole
Pagine: 140
Formato:
cm 13,5 x 24
Legatura:
Brossura
Prezzo: 16,00€
Pubblicazione:
Novembre 1999
ISBN: 88-7202-012-3 |
L'autore |
Winfried
Mogge, nato il 15 agosto 1941
a Iserlohn in Westfalia e
cresciuto a Iserlohn e a Colonia,
si è laureato in giornalismo
a Norimberga, dove è
stato direttore del Centro
di formazione per adulti di
Rothenfels (Bassa Franconia).
A Berlino e a Erlanger ha
conseguito il dottorato di
ricerca in Storia e letteratura
tedesca. Dal 1976 dirige l'Archivio
del Movimento giovanile tedesco
nel castello di Ludwigstein
(Hessen). Fa lavoro di ricerca
e scrive di storia tedesca,
storia contemporanea, storia
del Movimento giovanile e
storia dell’arte.
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| Il
libro |
I
Wandervögel: una generazione
perduta è il primo
libro della nuova collana
Paesi, parole, nella quale
vengono presentati libri di
diversa provenienza e di diverso
genere, sempre con un taglio
molto originale. Il Wandervögel
(uccello migratore) fu un
movimento naturalista nato
a cavallo tra il XIX e il
XX secolo. Il nome si ispira
alla migrazione degli uccelli
(Vögelwanderung), cara
ai fondatori del movimento
in virtù del loro amore
per l'andare errando; ma nel
nome c'è anche l'eco
delle migrazioni indoeuropee
verso l'Europa, tema particolarmente
caro ai tedeschi dell'epoca.
L'importanza dei Wandervögel
è legata alla loro
modernità. Con loro
si diffonde la cultura del
corpo "libero" (testimoniata
in questo libro dalle numerose
foto di nudo), il turismo
di gruppo (furono i primi
a organizzare ostelli e campeggi),
il gusto per i raduni musicali,
per la danza spontanea o ispirata
alle tradizioni popolari,
per i bivacchi nei boschi,
all'insegna del rifiuto della
civiltà industriale.
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| Incipit |
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«È una bella giornata di primavera.
Stai vagando,l'animo leggero,
lungo verdeggianti pendii
montani, assaporando l'aria
marzolina. All'improvviso
ti colpiscono dei canti che
vengono nella tua direzione.
Con passi rapidi ed elastici
figure gioiose di giovani
piegano verso il bosco vicino.
Sono Wandervögel,che
accompagnano con le chitarre
canzoni di marcia e canti
allegri e salaci. Ti superano
sfrecciando, con un saluto
allegro; troppo rapidi, quasi,
per poter assaporare appieno
la pura bellezza del paesaggio.
Ma in fondo al corteo c'è
anche qualcuno che, qua e
là, si sofferma con
lo sguardo ad osservare, come
per raccogliere e fissare
impressioni. Una scatoletta
nera, la “trappola per
i raggi”, penzola al
fianco di questi giovani,
e dallo zaino spuntano, insolenti,
i piedi aguzzi del cavalletto.
Al loro “salve”,
che ti risuona contro in segno
di saluto, si risponde senza
esitazione “Gut Licht!”,
“Buona Luce!”.
Sono sicuramente le ultime
leve della nobile arte fotografica,
che al piacere dell'escursione
uniscono quello di un'attenta
osservazione».
Con queste parole, riportate
nel 1911 dalla rivista «Wandervögel»,
si esprimeva in termini entusiastici
uno dei fotografi non professionisti
del Movimento giovanile tedesco,
per il quale la macchina fotografica,
chiamata la “trappola
per i raggi” o la “cassettina
della luce”, era l'equipaggiamento
d'obbligo in tutte le escursioni,
i convegni, le feste. A questi
fotografi – molti dilettanti,
ma alcuni diventati in seguito
autentici professionisti –
si deve una documentazione
unica nel suo genere, finora
poco sfruttata e, come tale,
ancora non interpretata: un
archivio fotografico del Movimento
giovanile degli anni tra l'Impero
e la Repubblica di Weimar,
un patrimonio di immagini
che nessun altro gruppo di
quell'epoca ha prodotto e
tramandato in tale abbondanza.
Uno di questi fotografi era
Jilius (detto “Jule”)
Gross che, firmandosi come
“Ufficio fotografico
del Wandervögel”
diventò una specie
di istituzione, il “fotografo
dei Wandervögel”
per eccellenza. La sua opera,
presentata qui per la prima
volta attraverso una raccolta
selezionata delle sue fotografie,
consentirà un accesso
privilegiato al tema del Movimento
giovanile tedesco. |
| Le
foto |
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Approfondimenti |
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La prefazione
Oliviero Toscani, provocatorio
maestro della fotografia, rende
omaggio ai Wandervögel: "Fin
da quando eravamo studenti a Zurigo,
quando ci incontriamo tra compagni,
continuiamo a scambiarci l'augurio
Gut Licht (buona luce), il saluto
dei Wandervögel, che attraverso
l'uso della loro "cassettina
della luce", la macchina fotografica,
seppero far conoscere e imporre
un preciso stile di vita".
Emarginati perché ingiustamente
assimilati ai movimenti della gioventù
nazista, i Wandervögel vengono
oggi finalmente riscoperti. Il loro
narcisismo estetico, la loro maniera
di porsi, ripresa poi dalla Bauhaus,
hanno ancora una forte influenza
non solo su tutta la moda moderna,
ma anche sul costume, costituendo
un modello di libertà e di
anticonformismo.
In breve
In 89 antiche fotografie
la ricostruzione della storia dei
Wandervögel. Emarginati perché
ingiustamente ritenuti espressione
del regime nazista, essi ricevono
oggi il loro giusto riconoscimento
di artisti, scopritori di un uso
originale e innovativo della fotografia,
creatori di uno stile di vita sovvertitore
di ogni ordine e conformismo.
La citazione
"Con il loro amore
per la natura e per l'arte, la libertà
dagli schemi imposti dalla società,
con il loro narcisismo estetico,
i Wandervögel crearono un mondo
nuovo, tutto loro e uno stile di
vita che ha influito non poco sul
gusto e la moda di oggi"
(La Repubblica)
Rassegna
stampa
Il
Venerdì di Repubblica - 28
gennaio 2000
Associazione
Italia-Iraq - 30 maggio 2004
Avvenimenti
- 5 dicembre 1999
Gioia
- 8 febbraio 2000
Il
Gazzettino - 23 dicembre 1999
La
Repubblica - 31 gennaio 2000
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