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Paesi, parole
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Titolo: Storia
di una perpetua
Autore: Kathleen
Ferguson
Traduzione: Roberto
Bertoni
Prefazione: Roberto
Bertoni
Collana: Paesi,
parole
Pagine: 186
Formato:
cm 13,5 x 24
Legatura:
Brossura
Prezzo: 13,50€
Pubblicazione:
Luglio 2001
ISBN: 88-7202-014-X |
L'autore |
Kathleen
Ferguson è nata nel
1958 a Tamnaherin, una cittadina
della Contea di Derry, nell'Irlanda
del Nord, da madre cattolica.
Si è laureata in Inglese
alla University of Ulster
e dal 1989 si dedica completamente
alla scrittura.
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| Il
libro |
Storia
di una perpetua ha vinto l'Irish
Literature Prize for Fiction.
È ambientato in una
comunità cattolica
di Derry, Irlanda del Nord,
tra gli anni Cinquanta e gli
Ottanta, quando il clero aveva,
ancor più che da noi,
un peso preponderante sulla
società. Nel salottino
di Padre Mann sfila una serie
ininterrotta di personaggi:
il Vescovo arcigno e autoritario,
preti a volte dediti più
al whiskey che al vino della
messa, donne in crisi matrimoniale
alla ricerca di conforto.
Gli anni passano e cambiano
le mode, i costumi sociali,
le abitudini; da lontano giunge
l'eco delle sommosse civili.
Chi non cambia è Brigid
Keen, la perpetua del bel
prete dagli occhi azzurri
del quale è inconsapevolmente
un po' infatuata. Per 33 anni
Brigid non fa che osservare
e servire umilmente, senza
percepire uno stipendio, fino
a quando, messa alla porta
e costretta ad arrangiarsi
da sola, si libera dai condizionamenti
religiosi e culturali prendendo
in mano la sua vita in un
finale da applauso. Da scoprire
quindi la capacità
di analisi psicologica, di
denuncia sociale e di riscatto
personale di un personaggio
"fuori moda". Lo
stile è autobiografico
e la drammaticità dell'argomento
è alleggerita da un
linguaggio colloquiale, ironico
e colorito.
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| Incipit |
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La Chiesa Cattolica mi ha
fatto da padre, da madre e
famiglia per più di
cinquant’anni. Potete
ben immaginare cosa ho provato
il giorno che il Vescovo mi
ha scaricato in quel modo:
come il giornale del giorno
prima, che buttava via quando
l’aveva finito. Dopo
che io avevo dato a Padre
Mann quel che molte mogli
non danno mai al marito. Trentatré
anni ho lavato i calzini a
Padre Mann e gli ho rifatto
il letto. Trentatré
anni sono stata a sudare sulla
cucina economica, ho mangiato
i suoi avanzi, per giunta
da sola in cucina, intanto
lui mangiava sulla tovaglia
in sala da pranzo. Ma posso
prendermela solo con me stessa.
Ho aspettato molto più
del dovuto ad andarmene.
Sono cresciuta a Bethel House,
un orfanotrofio gestito dalle
Sorelle della Carità
di Derry, anche se non ero
un’orfana vera e propria.
Mia madre era morta, d’accordo.
Il fatto è che mio
padre le aveva dato delle
botte da cui non si era ripresa.
Ma lui era ancora vivo, nell’ospedale
psichiatrico di Gransha, dove
l’avevano rinchiuso
a vita. Mia sorella, Dympna,
aveva cinque anni più
di me; e mio fratello, Micheal,
un paio più di lei.
Bethel House era divisa in
due metà, una per le
femmine e una per i maschi.
Io e Dympna stavamo da una
parte, vicino al convento;
Micheal stava dall’altra,
vicino alla casa del Vescovo.
Non c’era un grande
andirivieni tra i due settori.
Le suore non lo permettevano
per paura di quel che poteva
succedere. Perciò noi
tre non siamo venuti su come
una famiglia. A dire la verità,
non vedevo una gran differenza
tra Dympna e le altre ragazze
con cui vivevo. La famiglia,
nel senso in cui usa questa
parola la maggior parte delle
persone, non voleva dire niente
per me. Non mi mancava. Per
quanto mi riguardava, le parole
Madre e Sorella andavano usate
per le suore, non per i parenti.
Quel che mi dicevano le suore
– cioè che la
Chiesa era mia madre e Dio
mio padre – me lo bevevo. |
| Le
foto |
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Approfondimenti |
| L'introduzione
Roberto Bertoni, professore di Lingua
e Letteratura italiana al Trinity
College di Dublino, legge Storia
di una perpetua come un romanzo
che tiene in equilibrio una raffinata
letterarietà tardomoderna
e una critica ideologica e sociale,
e ne indica alcuni modelli di riferimento.
Suggerisce inoltre che la "autobiografia"
di Brigid Keen è esemplare
come riflessione sui vari aspetti
del potere maschile.
Il target
I moltissimi amanti dell'Irlanda,
che vi troveranno descrizioni lontane
dai cliché pubblicitari ma
ricche del fascino del quotidiano.
Gli appassionati di letteratura
femminile e femminista. Tutti coloro
che si interessano di storia della
Chiesa, che scopriranno il ruolo
di primo piano del clero negli anni
più bui di una società
lacerata dalla guerra religiosa.
In breve
L'"autobiografia" di una
perpetua dall'orfanotrofio alla
definitiva liberazione dopo 33 anni
di servizio, raccontata con uno
humour colorito ma spietato nei
riguardi dell'ambiente clericale
dell'Irlanda del Nord tra gli anni
Cinquanta e Ottanta.
Rassegna stampa
Intervista
a Ferguson
Carla
Dolazza - 27 settembre 07
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