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Paesi, parole
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Titolo: I
danzatori della pioggia
Autore: Karin Mainwaring
Traduzione:
Guido Bulla
Prefazione:
Jean-Pierre Richard
Collana: Paesi,
parole
Pagine: 130
Formato:
cm 13,5 x 24
Legatura:
Brossura
Prezzo: 9,30€
Pubblicazione:
Giugno 2000
ISBN: 88-7202-011-5 |
L'autore |
Karin
Mainwaring, nata ad Adelaide,
ha debuttato come attrice
nel 1983. Il suo primo testo
teatrale, Binge, è
stato rappresentato a Sidney
nel 1985 dalla Griffin Theatre
Company. I danzatori della
pioggia è stato messo
in scena in una versione breve
dalla State Theatre Company
of South Australia e in seguito
è stato elaborato e
rappresentato dalla Sydney
Theatre Company nel 1992.
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| Il
libro |
Il
dramma si svolge in un punto
imprecisato del deserto australiano,
una casa fatiscente in cui
i protagonisti vivono quasi
assediati dalla soffocante
calura. In un'era in cui i
prodigi delle telecomunicazioni
hanno annullato ogni distanza,
rendendo tutto a portata di
mano, Karin Mainwaring sceglie
di ambientare il suo dramma
"a long way from anywhere".
Tre donne conducono la loro
esistenza in una condizione
di perenne e monotona precarietà.
Una vecchia radio e una strada
dissestata rappresentano l'unico
contatto con il mondo "là
fuori". Il ritorno improvviso
di Dan, figlio, marito e padre
delle tre donne, sconvolge
il loro equilibrio, rivela
una serie di pulsioni sessuali
mai del tutto sopite e scatena
tensioni irreversibili. Lo
sconfinato deserto australiano
si carica di valenze apocalittiche
e quello che, all'apparenza,
potrebbe sembrare un dramma
familiare si rivela invece
un'esperienza radicale, una
questione di vita o di morte.
Il legame con la terra, inevitabile
e fortissimo in un ambiente
dalle caratteristiche estreme,
assume tonalità drammatiche.
Il tentativo dei quattro protagonisti
di negarlo, contrastarlo,
di sfuggire alla sua assolutezza,
segna la loro condanna. La
prosa versatile dell'autrice
dà voce a una pluralità
di toni e ricorre a diverse
forme linguistiche, modellate
sui personaggi e sui diversi
momenti del dramma. Accenti
di lirismo e di nostalgia
accorata si succedono a pagine
di delirio ossessivo e di
pura brutalità, espressa
in un linguaggio duro, volgare,
spezzato.
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| Incipit |
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SCENA PRIMA
(Piove a dirotto. In scena
un UOMO e una DONNA, DAN e
RITA. DAN ha in mano una torcia
a vento. Sono vestiti per
la raccolta del bestiame)
(Accucciata, RITA sta partorendo.
In questa scena il dialogo
è inframezzato dai
rumori che solitamente si
accompagnano a un parto)
(Siamo in un luogo lontano
da tutto)
RITA Te l’avevo detto,
no?
DAN Tu hai solo detto che
ti sentivi male. Non hai detto
che stavi per svuotarti qua
fuori, in culo al mondo. (Pausa)
Pensavo che un po’di
aria fresca ti avrebbe fatto
bene.
RITA Speravi di affogarmi?
DAN Che ne sapevo che sarebbe
venuto così presto?
Come facevo a saperlo!
RITA Beh, neppure io. Non
è che cose del genere
mi succedano esattamente ogni
giorno. Tu, con quel tuo naso
per il tempo. Tuo padre, il
Marinaio! Ti ha insegnato
proprio tutto, eh?…«Rosso
di sera, bel t…»
(RITA urla) Morirò
qua fuori.
DAN Non dire così.
No che non morirai. Le donne
lo hanno sempre fatto, succede
tutti i giorni.
RITA Ma loro vengono aiutate.
DAN Ti aiuto io.
RITA Oh Signore, aiutami!!
(Silenzio)
DAN Gesù, Rita! Dicevi
che ci volevano ancora sei
settimane. Non sai neanche
fare due maledetti conti?
RITA Questo bambino non è
mica una delle torte di tua
madre. Se volevi che spaccasse
il minuto avresti dovuto sposare
un cronometro.
DAN Va bene, va bene. Ora
càlmati. Andrà
tutto bene. Scusami, non dovrei
farti arrabbiare. Non devi
agitarti. Mi dispiace.
RITA Oh Dan! Aiutami!
DAN È tutto a posto,
Rita. Andrà tutto bene.
Non ti preoccupare. Non dovresti
stenderti per terra? Vado
a prendere un telo.
RITA Non voglio sdraiarmi
a terra. Non sono un maiale.
Non voglio rotolarmi nel fango.
Usa la testa, perdio! Qui
va bene. Sì, qui va
bene,
(Una contrazione)
DAN Stai bene, Ritina?
RITA Sto al settimo cielo!
DAN Che fa? Sta uscendo? Che
fa?
RITA Spero. Da’ un po’
un’occhiata.
(DAN dà un’occhiata)
DAN Cazzo!
RITA Sta uscendo?
DAN Incredibile.
RITA Sta uscendo? Le vedi
la testa? È messa dritta?
DAN Lo credo che urli.
(RITA emette un grugnito)
DAN Esce. Sta uscendo, Rita.
Vieni qui, bellezza. Su, su.
Ecco qua. Ci siamo. Dai, dai,
continua, continua, dai, ancora
un po’, solo un altro
pochino…ce l’ho…ce
l’ho…un altro
po’, ancora un po’,
spingi più forte. Ecco
…Sta uscendo…è
fuori…L’ho preso…l’ho
preso…come sei bello.
Il più bel pesciolino
della stagione.
(Silenzio)
RITA Dan, schiaffeggialo!
Perdio. Dan, schiaffeggialo.
Si fa così. Dagli qualche
colpo!
DAN È una femmina.
RITA Non m’importa cos’è,
dàgli dei colpi. Fallo
respirare.
(DAN colpisce la bambina
e KAT fa il suo chiassoso
ingresso nella vita) |
| Le
foto |
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Approfondimenti |
Rassegna
stampa
Corriere
della Sera - 4 ottobre 2000
Il
tempo - 4 maggio 2001
Panorama
- 2 novembre 2000
La prefazione
Jean-Pierre Richard, a cui si deve la scoperta in
Europa di questo piccolo capolavoro, mette in luce i caratteri
australiani del testo - l'ambientazione, la lingua, la definizione
dei personaggi - che viene letto sullo sfondo della tradizione
teatrale australiana. Distante dal teatro pionieristico degli
Anni Venti che esaltava il cameratismo maschilista (mateship)
e la dura vita nell'outback, e ancor più dalla moda
corrente che tende a prediligere come scenario le grandi città
della costa, l'opera della Mainwaring rivela tutta la sua
originalità e la sua forza iconoclasta.
In breve
Una proposta da non perdere per
chi è affascinato dagli sconfinati
e suggestivi paesaggi australiani,
la cui bellezza qui rivela il suo
lato più drammatico. Il libro
è destinato a richiamare
l'interesse degli amanti del teatro
contemporaneo, che attraverso questo
testo potranno conoscere forme espressive
non ancora rappresentate, di chi
subisce il fascino di modalità
linguistiche nuove e originali e
del pubblico attento alle indagini
introspettive dell'universo femminile.
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