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Paesi, parole
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Titolo:
Coro di funghi
Autore: Hiromi Goto
Traduzione: Cristiana De Sanctis e Valeria
Trisoglio
Prefazione: Cristiana De Sanctis
Collana: Paesi, parole
Pagine: 224
Formato: cm 13,5 x 20,5
Legatura: Brossura
Prezzo: 13,50€
Pubblicazione: Novembre 2005
ISBN: 88-72-02-023-9 |
L'autrice |
Hiromi
Goto, nata nel 1966 a Chiba-Ken, in Giappone, all’età
di tre anni è immigrata in Canada con la famiglia.
Si è laureata nel 1989 all’Università
di Calgary in arte e letteratura inglese, e ha frequentato
la prestigiosa scuola di scrittura di Aritha Van Herk.
Risiede a Calgary. Con questo suo primo romanzo ha vinto
il Commonwealth Prize for Best First Book (1995), il
Grant MacEwan College Book (2000-2001) ed è stata
co-vincitrice del Canada-Japan Book Award (1995). Ha
pubblicato anche altri due romanzi, oltre che saggi,
poesie e vari racconti. Un estratto dal romanzo The
Kappa Child è stato pubblicato in Italia da Feltrinelli
nell’antologia Seconda pelle (2001).
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| Il libro
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E’ un romanzo
dalla struttura complessa, che si articola su diversi
piani narrativi e racconta l’esperienza della
migrazione attraverso tre voci che si interrogano, si
trasformano, si intrecciano a comporre una saga al femminile
ricca di poesia e di amore per la parola. La scelta
lessicale accuratissima e sempre esplicitamente sottolineata
dalla voce narrante principale, quella della giovane
Muriel/Murasaki, è dettata dall’esigenza
di conferire dignità letteraria alle fiabe giapponesi
tramandate oralmente dalla nonna Naoe, e nello stesso
tempo di lasciar percepire la musicalità della
parola. Il lettore di Coro di funghi potrà apprezzare
veramente il romanzo se si disporrà all’ascolto.
Hiromi Goto lo inviterà suadente a farsi trasportare
in un viaggio dal Giappone al Canada e poi a ritroso,
verso suggestive leggende popolate di personaggi bizzarri,
accompagnato dalla melodia fiabesca delle mille voci
che sussurrano in coro nella fungaia che fa da sfondo
al romanzo. |
| Incipit |
| Siamo distesi sul letto
ad ascoltare il clic degli avvolgibili, a osservare
i fragili fili di una ragnatela polverosa ondeggiare
avanti e indietro, avanti e indietro, nei soffi d’aria
invisibile. Coperte e lenzuola stanno ammassate ai piedi
del letto e il tepore è solo là, dove
è pelle contro pelle. La mia spalla, il braccio,
il profilo sporgente dei fianchi. La linea sinuosa delle
cosce. Mollemente protese verso di te. Ho i polpastrelli
gelati, ma sto troppo bene per muovermi. Per prendermi
la briga di tirarmi su e sistemare le coperte. Ho solo
voglia di assaporare il silenzio della pelle sulla pelle.
Il mormorio del sangue, dove i nostri corpi si toccano.
Il nostro respiro prende involontariamente un ritmo,
asseconda il movimento della ragnatela che ondeggia
sopra le nostre teste. Alzi la mano – ruvido,
il palmo – per adagiarla appena sotto il mio seno.
«Mi racconti una storia?» domandi. Lo sguardo
alla tela di polvere.
«Sì».
«Mi racconti una storia sulla tua Obachan?»
«Sì». Chiudo gli occhi e respiro
a fondo. Lentamente.
«Mi racconti una storia vera?» chiedi, con
inconsapevole smania.
«Sono in molti a chiederlo. Ci hai mai fatto caso?»
Mi rigiro dalla mia parte. Mi sollevo sul gomito e appoggio
il mento e la guancia sul palmo della mano. «È
come se la gente avesse voglia di ascoltare una storia
e poi, quando è finita, non gliene importasse
più nulla. Hai presente?»
«Non proprio» dici, e scivoli un po’
più in basso, accoccolando la testa sotto il
mio mento. Il viso che affonda nel mio collo.
«Ma me la racconti lo stesso?»
«Certo, però avrai pazienza con la mia
lingua, vero? Il mio giapponese non è buono quanto
il mio inglese e potresti non capire tutto quello che
dico. Ma questo non significa che la storia sia incomprensibile.
Wakatte kureru kashira? Sei in grado di ascoltare prima
di sentire?»
«Fidati di me» dici. Mi fermo. Faccio un
bel respiro, quindi do il via a una spirale di suoni.
«Ecco una storia vera». |
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Approfondimenti |
Rassegna stampa
Il Manifesto
24/12/05
Tuttolibri
31/12/05
Carta
- 4 dicembre 2005
IlSole24ore
- dicembre 2005 (.doc)
La
voce di Milano - Gennaio 2006
Eventi
culturali - Aprile 2006
Consigliato
a...
Di grande attualità
nell’epoca delle società
multietniche, Coro di funghi è
innanzitutto un invito ad ascoltare
la voce di culture diverse e distanti,
ad armonizzare e riattualizzare
i valori della tradizione orientale
nel contesto della società
d’occidente.
Il multiculturalismo non è
un’utopia: è un obiettivo
sociale da raggiungere e, come dimostra
Hiromi Goto in Coro di funghi, è
anche una nuova fonte di originalità
letteraria. Dal continuo oscillare
della narrazione tra il registro
esotico-fiabesco – che rimanda
alla suggestiva memoria di saghe
e leggende di un Giappone lontano
nel tempo e nello spazio –
e un piano narrativo concreto, che
rappresenta il confronto con la
quotidianità canadese, scaturisce
un romanzo fresco, raffinato e avvincente.
Significativa la scelta di una trasmissione
matrilineare della cultura delle
origini: le diverse sfaccettature
dell’universo femminile si
rivelano un’ulteriore fonte
di ricchezza nell’odierna
società multietnica.
In breve
La storia di una famiglia di immigrati giapponesi
in Canada raccontata dalla giovane Muriel/Murasaki attraverso
il ricordo delle fiabe che ascoltava dalla nonna.
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