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Paesi, parole
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Titolo: Cannabis,
droga diabolica
Autore: Peter-Paul
Zahl
Traduzione: Leda
Spiller
Collana: Paesi, parole
Pagine: 202
Formato:
cm 13,5 x 24
Legatura:
Brossura
Prezzo: 9,30€
Pubblicazione:
Luglio 2002
ISBN: 88-7202-016-6 |
L'autore |
Peter-Paul
Zahl è nato a Friburgo/Breisgau
nel 1944 ed è vissuto
fino al 1953 nella RDT. In
Renania ha conseguito la licenza
ginnasiale e il diploma di
tipografo. Nel 1964 si è
trasferito a Berlino Ovest.
Nel 1967 ha fondato una piccola
casa editrice con annessa
tipografia. È stato
editore, tra le altre cose,
della rivista "Spartacus"
e dei "Quaderni integrativi
per nani". Nel 1972 viene
arrestato e condannato a quattro
anni per "lesioni gravi
e resistenza violenta alle
forze dell'ordine". Nel
1976, dopo il processo in
appello, è condannato
a quindici anni di carcere,
questa volta per "duplice
tentato omicidio e resistenza".
Rilasciato dopo dieci anni,
ha lavorato due anni come
volontario presso la "Schaubühne"
di Berlino diretta da Peter
Stein. Dal 1985 Zahl vive
in Giamaica, è sposato
e ha sei figli. Ha pubblicato
oltre venti libri, alcuni
tradotti in Francia, Grecia,
Danimarca, Giappone e Olanda.
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| Il
libro |
La
finzione di una trama coinvolgente
si inserisce sullo sfondo
della realtà giamaicana
odierna, della quale l'autore
ci offre una particolareggiata
ed affascinante descrizione.
Gli attualissimi temi della
globalizzazione economica,
dello sfruttamento di paesi
del "sud del mondo"
e della difesa delle identità
culturali, sono in effetti
i principali protagonisti
di questa "gangster story".
Dopo il tragico e violento
omicidio di un ragazzo che
sconvolge la tranquilla quotidianità
di un villaggio, un onesto
poliziotto e un ambiguo detective
intraprendono un avventuroso
viaggio attraverso l'isola
sulle tracce degli assassini.
La ricerca sarà lunga,
densa di situazioni imprevedibili
e di incontri inattesi: spacciatori
di ganja, killer senza scrupoli,
agenti infiltrati della DEA,
gangster potenti e pericolosi.
La droga è al centro
di tutto: da una parte la
marijuana, che senza la politica
repressiva imposta dagli USA
potrebbe fare la ricchezza
della Giamaica, dall'altra
le droghe pesanti, che con
i loro effetti devastanti
alimentano un mercato sempre
più vasto e violento.
La vita quotidiana viene descritta
attraverso una divertente
galleria di personaggi che
ben rappresenta la multietnica
società giamaicana,
sempre in bilico tra una minacciosa
modernità e l'affermazione
delle proprie radici.
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| Incipit |
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La cosa più bella
di questo lavoro è
l’ozio.
Siamo seduti su uno sperone
di roccia, la baia sotto di
noi, le gambe e l’anima
ciondoloni. Sulla piccola
isola davanti all’insenatura
una palma straziata dal forte
vento: il bersaglio.
Inquadrandola tra pollice
e indice, prendiamo la mira.
Mettiamo a fuoco esattamente
l’obiettivo.
La mano non trema. Il punto
di mira è centrato
sulla linea dell’orizzonte.
E noi ci troviamo là,
esattamente là: alla
fine del mondo. Perché
la terra non è rotonda.
È piatta. La nave che
scompare lì, alla fine
del mondo, riemerge semplicemente,
capovolta, sull’altra
faccia della terra. L’uomo
di mare navigato lo capisce
dal mutare del battere dell’onda
e dal breve arrestarsi del
cuore e del pensiero. Dal
diario di bordo di Cristoforo
Colombo sappiamo che la Niña,
la Pinta e la Santa Maria
incrociarono tre giorni e
tre notti davanti a quella
linea – la fine del
mondo – prima di prendere
il vento decise, confidando
nella forza di gravità
che ci tiene incollati al
nostro pianeta, puntando dritto
verso quel limite: un colpo
al cuore inebriante, paragonabile
per certi versi a quello che
precede il primo orgasmo,
e la prua della nave è
lanciata nel nulla …
Questo immaginiamo, nel
nostro ozio. E immaginiamo
anche che Neil Armstrong e
Edwin Aldrin non siano affatto
atterrati sulla luna col loro
modulo lunare, l’Eagle,
il venti luglio del 1969.
La dea della luna non l’avrebbe
di certo consentito. In realtà
le riprese esterne sono state
girate non lontano da Los
Alamos, nel deserto. Bisognava
umiliare i russi, che il quattro
ottobre del 1957, con il loro
Sputnik – in condizioni
di tempo sereno, così
che tutti potessero vederlo
a occhio nudo –, avevano
portato il primo satellite
artificiale a orbitare intorno
alla terra. Dopo i videogiochi
del Pentagono, mandati in
onda dai notiziari della CNN
come immagini reali della
Guerra del Golfo, nessuno
si fida più dei messaggi
trasmessi dai media.
L’ozio è il
padre di tutte le arti e le
virtù. Senza “tempo
per se stesso” l’uomo
dell’età della
pietra non avrebbe mai potuto
cominciare né finire
le sue pitture rupestri. E
proprio perché abbiamo
tempo per noi stessi Prento
e io vinciamo le nostre paure,
ci immergiamo in grotte e
caverne e dipingiamo le immagini
più belle. O veniamo
dipinti e ben bene lavorati.
Prento dalla sua prima “relazione
extraconiugale”, Latoya,
la mia nuova segretaria del
Trelawny, e io dalla mia “prima
donna”, la madre –
la baby-mother – dei
miei primi figli, Valerie.
Loro a destra, sotto gli scogli,
noi a sinistra. “Sotto
la palma”, come dice
la canzone. Su stuoie e teli
da mare, perché sabbia
e formiche possono essere
molto fastidiose. Qui nessuno
si perde durante il giorno.
Solo di notte. Ma allora non
è più un perdersi. |
| Le
foto |
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Approfondimenti |
| Consigliato
a...
Il libro affascina il pubblico
giovane per la descrizione di un
mondo ideale, in cui i rapporti
umani vengono vissuti all'insegna
della solidarietà. La vita
quotidiana si svolge nella più
semplice naturalità e sensualità,
senza escludere l'uso delle droghe
leggere, che non trova ostacoli
morali o culturali. Anche un lettore
attento ai discussi temi della globalizzazione,
del terzo mondo, del predominio
economico delle multinazionali,
trova nel racconto critiche e spunti
di riflessione, essendo la Giamaica
un ottimo esempio di come il colonialismo
prima, e l'imposizione di monocolture
intensive poi, determinino grossi
squilibri economici, sociali ed
ecologici.
In breve
Un poliziotto e un detective
sulle tracce di una banda di spacciatori.
Di quale droga lo si scoprirà
leggendo il libro, un giallo d'azione
appassionante e ironicosullo sfondo
delle lussureggianti piantagioni
della Giamaica, terra ricca di colori
ed etnie diverse.Malgrado lo strapotere
economico e politico straniero,la
sua gente è riuscita a conservare
una indomabile vitalitàe
una forte consapevolezza delle proprie
radici.Include un glossario di termini
giamaicani, una cartina della Giamaica
e carta per filtri.
La citazione
“Droga diabolica è
un affascinante via di mezzo tra
la detective story e il diario di
viaggio. Il romanzo di Zahl offre
un ritratto completo della Giamaica.”
(Musica di Repubblica)
Rassegna
stampa
Fuoriluogo.it
- dicembre 2002
Il
giornale d'Italia - 24 settembre
2002
MUSICA!
di Repubblica - 25 luglio 2002
Rockstar
- 1-15 settembre 2002
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