C’è
una felice sintonia tra il titolo
della collana e il libro che la
inaugura, I Wandervögel
(“Uccelli migratori”).
Il nome della collana è una
sollecitazione a “emigrare”
verso altri orizzonti, per esplorare,
abbandonandosi ai testi e alle immagini,
paesi diversi, lontani nello spazio
(Australia, Nigeria, Scozia, Giamaica…)
o nel tempo (anni o secoli).
La parola “paese”
evoca il senso positivo del confine
che racchiude e definisce culture
eterogenee, modalità
diverse di pensare e di vivere.
Questo confine può essere
attraversato dalle parole, con cui
le esperienze si confrontano e si
arricchiscono a vicenda. Parole
che diventano generi letterari (e
la collana li accetta tutti senza
limitazioni), alla ricerca del senso
spesso nascosto delle cose della
vita, espresso in modo attraente,
originale, provocatorio.
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