NIGRIZIA - n. 12, dicembre 2013

Quasi una parabola di quello che è il Burundi di oggi: un paese muto come lo è il protagonista di questo volumetto, Nyarnuragi, condannato a morte per impiccagione da una folla inferocita per un sospetto stupro e salvato in extremis dall'intervento di Jonathan, lo zio, che sa Nyamuragi innocente, ma che conosce sofferenze e morte e che dopo l'olocausto di Longin, il traditore, in cui era rimasto implicato, aveva deciso che «per rispetto dei principi che aveva sempre ritenuti giusti per la sua integrità, vale a dire la generosita (poiché ukora ineza ikaguherekeza, il bene che fai, ti accompagna), aveva deciso d'applicare la sua sentenza: la pena di vivere». Il giovane autore burundese, se continuerà a raccontarci il suo paese con storie come questa, con una scrittura "evocativa e immediata" che ti riporta là dove sei vissuto felice, lo ritroveremo tra i più piacevoli autori africani.

Elio Boscaini