Oggi sappiamo che le orrende foto di Abu Ghraib non mostravano azioni compiute da sadici isolati. Le rivelazioni dell'amministrazione Obama dimostrano che il tutto rientrava nell'ambito delle “tecniche d'interrogatorio aggressive” autorizzate dall'alto per la guerra al terrorismo. Una vicenda che non comincia l'11 settembre, ma negli anni Cinquanta, come illustra Alfred W. McCoy nel libro Una questione di tortura (Edizioni Socrates, pp. 334, € 16). L'autore ha frugato nel retrobottega dei servizi segreti americani, scoprendo un impegno di lungo periodo nello studio e nell'applicazione della tortura psicologica, spesso più devastante di quella fisica, attraverso la privazione sensoriale e il dolore autoinflitto: metodi impiegati in Vietnam, in America Latina e altrove. Il documentario di Alex Gibney Taxi to the Dark Side , vincitore dell'Oscar nel 2008, è ispirato alle ricerche di McCoy, che vi compare in prima persona. Il film esce oggi nei cinema italiani, il libro è utile per chi voglia approfondire l'argomento.
Antonio Carioti