Il tango è la mia passione non è un libro sul tango, anche se
ripercorre accuratamente, in parallelo alla trama del romanzo, la prima storia
del tango finlandese. E' che il protagonista, Virtanen, dal tango è ossessionato.
I primi due nomi che vengono in mente a leggere il romanzo di M.A. Numminen,
eclettico protagonista dello scenario culturale finlandese, sono piuttosto quelli
di Frank Zappa e di Boris Vian. Il primo per il genio, ovvero per l’ingegnoso
modo in cui ha costruito il libro, il secondo per la sregolatezza, ovvero per
quell’irresistibile comico assurdo verso cui tende il protagonista in
ogni pensiero e azione. E di certo il paragone non è azzardato, se a
chiedergli come ha fatto a ricostruire la storia del tango finlandese ti risponde
che, in assenza di altre fonti, ha tirato giù, uno per uno, tutti i dischi
della sua collezione, e s’è messo a studiare le note di copertina.
E se a cercare nella biografia di Numminen si scopre che tra le sue opere c’è
una versione musicale cantata del Tractatus Logico-Philosophicus di Wittgenstein.
Come le è venuto in mente di musicare Wittgenstein?
Quando ero all’università ho seguito dei corsi sul Tractatus, ma
l’insegnante non parlava finlandese, e non ci capii molto. Così
ho pensato di farne un disco, in cui in effetti, anche a voler seguire i testi,
non si capisce granché. Il progetto inizialmente non ha avuto molta fortuna,
fino a quando, 22 anni dopo, lo mandai a un convegno di filosofi a Stoccolma,
e loro se ne entusiasmarono al punto da permettermi di produrlo e distribuirlo.
Le piace la musica di Frank Zappa?
Sì, negli anni ’70, quando è venuto in tour in Finlandia,
l’ho anche conosciuto. Passammo giornate intere a chiacchierare. E si
appassionò talmente al tango finlandese che quando poi fece il suo concerto
con la Helsinki Philarmonic Orchestra arrangiò ed eseguì dei classici
del genere. Il pubblico in sala lo adorò.
Tiziana Lo Porto
D, la Repubblica delle Donne
15 aprile 2006, n. 495