Unione Sarda - 2 febbraio 2013

Altri piccoli mondi

Diversità come il lato oscuro della Luna

di Daniele Barbieri

Dura la vita nelle periferie violente. Nel 2001, mentre l'Argentina esplode, due ragazzi devono fare i conti con «padri feroci» che si chiamano «fame, destino, paura». « Sette modi di ammazzare un gatto » (tradotto in Italia da Socrates) di Matias Nespolo è un romanzo impressionante per ritmo, verità e stile ma è anche la metafora di una società impoverita in tutto. A dicembre Nespolo è passato in Italia e ha accettato un'intervista.

Il romanzo è ambientato nel 2001 e incrocia le grandi proteste popolari: furono una fiammata o vero riscatto?
«Il mio libro è una vicenda di iniziazione del narratore, il Gringo, ma ancor più di sopravvivenza, egoistica e individualista. Lentamente si evolve in una storia collettiva. La crisi del 2001 fu essenzialmente una rivolta popolare, con tutti i suoi eccessi, ma imboccò una strada positiva: la rigenerazione dell'Argentina a ogni livello. La gente insorse contro la corruzione della classe dirigente, le strategie neoliberali che avevano portato il Paese alla rovina e un'idea della politica a favore di piccole minoranze. Lo sviluppo economico e sociale degli ultimi 10 anni è il frutto di quella svolta».

«I lavoretti si fanno fuori». Il “barrio” dei disperati è (e forse sarà sempre) un altro mondo, con le sue regole?
«La povertà estrema, l'emarginazione, il delitto sono un altro mondo, il lato oscuro della Luna. Una diversità così temuta che conviene non vederla e non darle voce. Soprattutto nell'America latina piena di favelas e baracche. Ma anche questo mondo ha le sue regole. E' interessante vedere come i grandi cambiamenti sociali possono rompere o modificare questi codici».

Dal 2001 lei vive a Barcellona. Scelta o costrizione? Che rapporto ha, 11 anni dopo, con la sua argentinità? E cosa ha scritto dopo?
«Andai in Spagna nel 2001 con l'idea di passare in Europa un breve periodo. Tanti motivi mi hanno tenuto qui e non mi dispiace. Mantengo con il mio Paese una relazione intima e appassionata, torno ogni volta che è possibile. Da allora ho scritto molti racconti, poesie e ho cominciato un secondo romanzo».

Il suo libro può ricordare « Capitani della spiaggia » di Jorge Amado e a noi italiani romanzi e film di Pier Paolo Pasolini: lei li conosce?
«Molti critici hanno segnalato l'influenza di “ Ragazzi di vita ” che però non ho letto, come il romanzo di Amado. Di Pasolini mi impressionò “ Teorema ”. Mi ha influenzato “ Il giocattolo rabbioso ” di Roberto Arlt ma devo molto anche a Rodolfo Walsh, Antonio Di Benedetto e Haroldo Conti».