IL VENERDÌ di Repubblica - 7 dicembre 2012

CONTRO LA MISERIA CíÈ IL NULLA

Periferia di Buenos Aires.
Corre l’anno 2001. Un gatto viene appeso a testa in giù, sgozzato e squartato come carne da macello. È la scena con cui si apre il primo romanzo dello scrittore argentino Matías Néspolo che viene presentato oggi alla fiera Più libri Più liberi a Roma. Ed è l’inizio del declino economico e morale dell’Argentina. La gente ha smesso di vivere, si accontenta di stare a galla. Nasconde i soldi sotto il materasso, sciopera, si scontra con la polizia e beve mate per passare il tempo e godere della vita almeno al palato. I protagonisti del quartiere (barrio), teatro della crisi nera sono due ragazzi di strada: Chueco e Gringo.
Per il primo, farsi valere significa rubare una pistola e ottenere il rispetto dei malavitosi.
Per il secondo, invece, diventano decisivi l’incontro con una ragazza e la lettura di Moby Dick che gli danno una tregua dall’angoscia. Ma lui sa bene che non si può stare così per sempre. Perché alla fine c’è la miseria e nient’altro che quella. Che un linguaggio plastico ci restituisce al ritmo agitato di una pancia che ribolle.

Chiara Daina