Rolling Stone - maggio 2013

Christian Bobin è nato nel '51a Le Creusot, in Borgogna, e non si è mai mosso da lì. Pure in Folli i miei passi, pubblicato per la prima volta in Francia da Gallirnard ne1 '95, come in molti altri suoi libri, è uno scrittore errante, lieve e forte. Qui Bobin racconta la storia della giovane Lucie, che, dopo una serie infinita di fughe, si rifugia in un albergo del Jura per scrivere il libro che stiamo leggendo: la sua storia vista attraverso i suoi amori. Il primo amore di Lucie, cresciuta in un circo, è un lupo dai denti gialli. Quando il lupo muore cominciano le fughe. Prima pochi chilometri, poi centinaia. Ma Lucie non fugge solo coi piedi: fugge con la testa. Quando i genitori lasciano il circo e si trasferiscono in una cittadina, Lucie viene mandata in un collegio di suore. Rima ne lì finché ne ha voglia – “nessuno può costringermi” è il suo mantra, “si vedrà” il suo metodo – poi se ne va. Si sposa col ricco rampollo di un notaio. Rimane con lui per anni, ma fugge lo stesso: ha un amante, che chiama l'orco. L’orco ha il grande merito di farle scoprire la musica classica, in particolare quello che lei chiama l'omone: Bach. Quando è il momento, Lucie fugge anche dal nido in cui si lasciava coccolare – un marito innamorato, un amante amato. E ora? Si vedrà. Di fuga in fuga, di rifugio in rifugio, Lucie è imprendibile, leggera, felice come una bambina, e non conosce il senso di colpa. Semplicemente, vive. Autore molto conosciuto in patria e pluripremiato, Bobin colpisce per la capacità di parlare con la voce di una donna. Per la prosa poetica che non abbandona mai durante il romanzo, ma che riesce a piegare e forgiare in modo che il racconto non si arresti mai, non si attorcigli su virtuosismi o sterile ricerca del bel suono, della bella scrittura. Finito il libro – un libricino, solo 96 pagine – Lucie e la scrittura di Bobin rimangono in testa per giorni, gemmando idee e storie come se, invece che leggerla, la storia della bambina che amava i lupi l'avessimo vissuta.

Antonella Lattanzi