Agorà, maggio-giugno 2008
Le immagini che l’autrice evoca in questi racconti, devono la potenza del loro fascino alla maestria del linguaggio immediato, la parola diventa gesto, azione, stabilisce nuovi ritmi, evoca spazi indefiniti e grovigli di sottili emozioni, provocando effetti lirici che si calano in una densità che attrae. In quest’opera Angelica sa restituire al lettore, con personali accenti, qualsiasi emozionalità che il tessuto connettivo della trama emani, sempre intimamente vissuto con spensierata intensità, coinvolgendone inevitabilmente la passionalità.