liber_menstruus

Anno III, n.ro 4 (13)

Ogni mese mi capita di sfogliare pagine e pagine di cataloghi dei piu' svariati editori per scoprire novita', ristampe e quant'altro. Un sussulto di gioia mi ha preso quando ho scoperto la pubblicazione di un testo di Reinaldo Arenas.
In Italia infatti quest'autore è quasi sconosciuto. Nel 1971 appariva con Rizzoli - Il mondo allucinante -, ma erano anni in cui ...un capolavoro cubano vietato a Cuba... non avrebbe mai potuto attecchire. Da allora l'autore non fu più riproposto e ad oggi appappariva solo con Guanda attraverso l'autobiografia : - Prima che sia notte -, e solo a seguito del successo del film omonimo di Schnabel con Javier Bardem girato nei primi anni '90. Ma da poco per l'appunto, settembre 2006, con coraggio e lungimiranza la Socrates Edizioni, ha tradotto e pubblicato una serie di racconti, raccolti sotto il titolo di "Adios a Mama, dall'Avana a New York". Pubblicazione che sancisce il bisogno di non voler far ancora tacere in Italia, a mio avviso, una delle voci più interessanti della letteratura del '900. Chi volesse ascoltare questa voce che racconta in modo critico la storia di Cuba dell'era Fidel Castro, può trovare in quest'autore cubano una fonte attendibile. Facciamo notare però agli eventuali detrattori del solo Fidel, che Arenas fu critico anche nei confronti della 'democrazia di plastica' di certi Usa, conosciuta nei suoi ultimi anni di vita da profugo cubano fuggitivo da Cuba perché perseguitato politico e omosessuale. Ma presentarlo come uno storico non giova affatto a Reinaldo Arenas, il quale era altro da un 'positivista', cosi 'incantado' dalla sua isola e dalle mille avventure erotiche che in essa viveva. Leggerlo è fare un tuffo in quella letteratura che persuade non solo in coscienza ma d’istinto, in voglia di vivere oltre che di esserci. Infine non starò qui a parlare dei racconti, ma a far notare la bandella del libro a cura della redazione di Socrates, la quale vale quanto il libro stesso. Complimenti! Ringrazio la Socrates Edizioni, che non ha bisogno certo dei miei complimenti, per l'ottimo lavoro svolto per la realizzazione di un catalogo sempre piu' variegato e di qualita', e per la narrativa aperto a contaminarci dal mondo con letteratura di cui se ne sente il bisogno, e le scrivo, che, anche se vorrei tenere Arenas tutto per me, la invito a provare a pubblicare in Italia altri suoi lavori.

Carlo Picca