Il prof di Oxford trafficante di droga
di Giuseppe Culicchia
"Decisi di diventare un beatnik a tutti gli
effetti (la parola hippy non era ancora stata inventata).
Abbandonai la brillantina e lasciai i capelli sciolti
sulle spalle. I pantaloni a sigaretta furono sostituiti
dai jeans scoloriti e sfrangiati, le scarpe a punta
dagli stivaletti di pelle, le giacche dai colletti
foderati di velluto con i corti giubbotti di jeans,
e l'impermeabile bianco con cappotti di montone rovesciato".
E poi: "Fumai quanta marijuana mi passasse tra
le mani, lessi Kerouak, ascoltai Bob Dylan e Roland
Kirk e andai a vedere film francesi che non capivo.
Sembrava che la mia vita fosse radicalmente cambiata,
a eccezione dell'andare a donne ed evitare lo studio".
Così Howard Marks in Mr Nice, autobiografia
del professore di Oxford destinato a diventare nel
giro di pochi anni l'uomo più ricercato d'Inghilterra,
visti i suoi brillanti successi nel traffico di hashish.
Marks nasce nel '45 a Kenfig Hill, piccola località
gallese, nella classica famiglia di minatori. Ma a
scuola, quando ha voglia di impegnarsi, ottiene ottimi
risultati. Adolescente un po' ribelle, si guadagna
la stima degli insegnanti malgrado l'aspetto da teddy
boy, la fissazione per Elvis Presley e la precoce
propensione per i rapporti con l'altro sesso e gli
alcolici: tanto da vedersi assegnare la possibilità
di sostenere il test di ammissione all'università
di Oxford (cosa decisamente insolita per un ragazzo
della sua estrazione sociale).
Il giovane Howard, obbligato dal padre a tagliarsi
i capelli alla Presley, riesce a superare la prova,
e improvvisamente si ritrova catapultato in un mondo
assai diverso dal suo. A Oxford si iscrive all'associazione
degli studenti conservatori giusto perché a
proporglielo sono due ragazze niente male. Ma anziché
partecipare alle riunioni dei giovani tories (in realtà
non le frequenterà mai) comincia a ricevere
i compagni di corso nella sua stanza, che presto diventa
l'epicentro di un unico, lunghissimo party.
È il 1965: l'America si infogna nella guerra
del Vietnam mentre in Inghilterra i Beatles vanno
in testa alle classifiche. Tra i ragazzi togati del
prestigioso ateneo britannico si diffondono le prime
droghe leggere. Ma nonostante il viavai di fanciulle,
gli alcolici e la marijuana, anche all'università
(quando si impegna) Howard continua a ottenere buoni
risultati, al punto di poter pensare di intraprendere,
dopo la laurea, la carriera accademica.
Nella testa di Marks tuttavia è scattata una
molla: perché dedicarsi all'insegnamento universitario
in cambio di uno stipendio senz'altro buono per il
figlio di un minatore ma tutto sommato modesto, quando
entro i trent'anni ci si può letteralmente
arricchire con l'import-export di stupefacenti?
Così con una minuscola partita di droga, Mr
Nice (uno dei numerosi nomi falsi dietro cui presto
si nasconderà l'autore) dà il via alla
sua carriera di narcotrafficante tra Brighton, Londra,
Amburgo, Amsterdam, Kabul, Miami, Los Angeles, e a
tutto quel che ne consegue. Incredibili vette di ricchezza
fatte di case arredate all'ultima moda e alberghi
a cinque stelle e frequentazioni di rockstar e belle
ragazze, geniali escamotage per far passare quantitativi
sempre più sbalorditivi di stupefacenti attraverso
i controlli doganali di aeroporti e frontiere, contatti
non solo con la mafia americana o asiatica ma anche
con l'Ira, l'M16 e i servizi segreti statunitensi.
E anche, naturalmente, qualche piccolo problema con
la legge.
Le vette si trasformano con una certa facilità
in abissi; Marks (che non ha dimenticato l'utopia
"peace & love" degli anni Sessanta e
a dispetto della sua attività e delle sue frequentazioni
non ha mai fatto ricorso alla violenza) si ritrova
braccato a livello planetario, e anche i figli che
ha avuto nel frattempo iniziano a condurre una vita
parecchio diversa da quella che lui aveva immaginato
per loro.
Scoraggiarsi però non è nel suo Dna,
e nel penitenziario di massima sicurezza di Terre
Haute, nell'Indiana, finisce (passando per lo stesso
carcere madrileno dov'era stato ospitato il boss Badalamenti,
e dopo essere diventato più che una celebrità
quasi una leggenda vivente) solo al termine di una
caccia condotta in mezzo mondo dal suo nemico Lovato
dell'antidroga Usa. Marks, "il Marco Polo"
degli stupefacenti, ha di sé un'idea romantica
da fuorilegge d'altri tempi, e anche in carcere si
comporta come tale. Cosa che tra l'altro gli permetterà
di uscire di prigione in anticipo per buona condotta,
e di scoprirsi autore di un libro assai vitale: che
si legge davvero come un romanzo e che suona (bizzarramente,
stando alla fedina penale dell'autore) molto onesto.