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La stupefacente storia del prof. Marks
di Alberto Terrile

Seduto in un ristorante indiano a Roma aspetto curioso l'arrivo di Howard Marks, l'autore di Mr Nice (Edizioni Socrates, 540 pagine, 19 euro), l'intraprendente professore di Oxford che ha venduto l'anima al rock'n'roll e hashish (settantadue tonnellate in totale) al mondo intero.
Con 43 identità fittizie, necessarie per depistare la DEA, 25 società di copertura e 89 linee telefoniche, credo sia lecito un interrogativo: con chi cenerò? Con Howard Marks, con Mr Albi o con Mr Nice?
Nella realtà Howard Marks è un eclettico signore che il 13 agosto compirà 57 anni, ricorda Bill Wyman, storico bassista dei Rolling Stones, ma ha gli occhi azzurri. È dotato di carisma, humor, è colto e intelligente, professa ideali non-violenti (non ha mai fatto ricorso alla violenza durante il periodo da trafficante) è contrario alle droghe pesanti e profondo assertore delle proprietà del Thc, al punto da promuovere oggi l'uso dell'erba con i metodi legali della "Legalise Cannabis Alliance". (Quanti desiderassero conoscere il programma del gruppo possono trovarlo sul sito www.mrnice.net)
Nasce a Kenfig Hill, da una famiglia gallese di minatori, ostenta un look da Teddy boy, ha una fissa per Elvis Presley e per le ragazze. Questo non gli impedisce di ottenere ottimi risultati a scuola, superando il test di ammissione all'Università di Oxford, a discapito della sua estrazione sociale.
Si laurea brillantemente, nel contempo fuma tutto quanto gli passa tra le mani e decide, in sintonia col periodo storico (la guerra in Vietnam, i Beatles proiettati verso la psichedelia, gli Stones di We love you e l'inizio di una vera controcultura) che la carriera dell'ateneo non fa per lui. Sceglie i beatnicks (il termine hippies non era ancora in auge), abbandona brillantina e stivaletti in favore di frange e jeans scampanati. Dal fumo venduto per mantenere "il suo piacere personale" all'import-export di hashish e marijuana il passo è breve ed i guadagni notevoli. Il primo colpo grosso consiste in una partita proveniente da Kabul che entra in Irlanda con la complicità di un membro dell'Ira. Marks comincia quindi a condurre una vita lussuosa frequentando i migliori alberghi, affittando lussuose residenze nei posti più belli del mondo; già, perché Mr Nice non è solo una delle 43 identità di Howard, Mr Nice è una creatura della politica del proibizionismo.
Da Oxford a Kabul, in una girandola di avventure degne della tradizione picaresca, lo possiamo trovare di volta in volta a contatto con terroristi e agenti segreti britannici, con l'Ira, la Cia, la mafia e persino le triadi asiatiche. Le Monde lo ha ribattezzato "Il Marco Polo della Droga".
Escogita e mette in atto ogni tipo di stratagemma per fare passare la droga attraverso le frontiere, arrivando ad imbottire le casse acustiche di molte rockstar al rientro dai tour, dai Pink Floyd a Zappa. Alla domanda rivoltagli personalmente se i gruppi fossero a conoscenza dell'escamotage utilizzato per trasportare la droga la risposta è stata perentoria: «Assolutamente no! Ne avevano fin troppa della loro!»
La colonna sonora che tratteggia ed accompagna le sue imprese ha le voci di Bob Dylan, Joe Cocker e Little Richard, le chitarre di Clapton e Hendrix, il fragore degli Who e il canto del "fuorilegge" Waylon Jennings.
Mr Nice è anche un racconto trasversale di quel rock che ha cambiato la musica, l'escursione presso i mujaheddin di un Chatwin "fumato", il poetico quanto struggente rapporto di un uomo con i suoi genitori che non lo abbandonano e con la moglie e i figli ai quali rivolge pensieri ed attenzioni.
L'avventura da trafficante termina dopo una lunga caccia ad opera di Craig Lovato. Estradato negli Stati Uniti dalla Spagna viene condannato a 25 anni e rinchiuso nel famigerato penitenziario di Terre Haute, dal quale uscirà dopo sette anni per buona condotta. La pratica dello yoga, la lettura e l'insegnamento di filosofia e letteratura a pericolosi detenuti e mafiosi durante la detenzione sono le attività che gli permettono di non annullarsi all'interno del carcere. Oggi vive con la famiglia a Maiorca, ha all'attivo 500.000 copie vendute in Inghilterra del suo Mr Nice, svariate traduzioni in Europa (francese, spagnolo, tedesco ed ebraico). L'edizione italiana per la Socrates curata da Louise Read è stata ristampata tre volte in tre mesi.
Ma "il più sofisticato signore della droga di tutti i tempi" (Daily Mirror) è un vulcano in continua eruzione, fonda una sua etichetta musicale (complici Giles Cooper e Billy Idle) che chiama Bothered, risoluta nell'aprire nuovi spazi a gruppi che le mode non possono apprezzare o gestire. Nel 2000 esce Howard Marks live and unplugged (Bothered 2000). Accanto a gruppi dai nomi inequivocabili (ad esempio The Cultivators) esegue performances (ascoltate Jim Mac Cann in cui riproduce l'accento dell'agente dell'Ira) tratte dal suo one man show, col quale gira il mondo da oltre due anni. L'anno successivo vede invece l'uscita di Under the influence (Bothered 2001), nel quale gruppi come The Super Furry Animals, The dope Smugglaz, The Bluetones e personaggi che vanno da Billy Matthews a Billy Idol e Nick Cave duettano con questo "Genio in fumo" (GQ).
Loaded di lui ha scritto: "A confronto Peter Pan è un vecchio rimbambito con la malattia del sonno". Dunque fate attenzione perché questo signore eternamente di passaggio, che al momento ha già pubblicato The Howard Marks book of Dope Stories (non tradotto in Italia) sta girando il nostro paese, girovagando tra clubs e librerie, per presentare agli aficionados italiani il suo Mr Nice. Buon divertimento e mi raccomando: aggiungete un po' di tabacco a quello che fumate!