di Carlo Formenti
Dall'inizio della guerra contro i Talebani, abbiamo
letto decine di articoli sulla "terra di nessuno"
fra Pakistan e Afghanistan, controllata da tribù
locali che producono ed esportano droga in tutto il
mondo. Uno dei primi occidentali a visitare quei territori
fu, qualche decennio fa, un giovane gallese in cerca
di hashish da smerciare sul mercato europeo. Poco
prima lo stesso personaggio, con l'aiuto di tale McCann,
un avventuriero che si spacciava per militante dell'IRA,
era riuscito a far atterrare in un aeroporto irlandese
tonnellate di cannabis provenienti da Kabul. Sono
solo due degli infiniti episodi che Howard Marks racconta
nella sua affascinante autobiografia, che esce in
questi giorni in Italia dopo essere divenuta un bestseller
internazionale (550.000 copie vendute solo in Inghilterra).
Perché Mr Nice (il titolo si riferisce a una
delle identità fasulle assunte da Marks) riscuote
tanto successo? In primo luogo perché è
un libro divertente e ben scritto, degno della grande
tradizione del romanzo picaresco inglese, poi perché
Marks non è un boss della droga - violento,
feroce e arrogante - come quelli che vediamo spesso
sul grande schermo. Laureato in fisica ad Oxford,
dove era sbarcato dal Galles con fondate speranze
di una brillante carriera scientifica, colto, intelligente
e raffinato, Marks si ritrova a fare lo spacciatore
quasi per caso. Mentre, assieme alla prima compagna,
vive gli anni della contestazione e della controcultura,
si rende improvvisamente conto che, smerciando occasionalmente
parte della cannabis acquistata per consumo personale,
guadagna assai di più che con il mestiere di
insegnante appena iniziato. In questo modo comincia
la carriera del più grande spacciatore del
mondo, come è stato definito dalla DEA americana
e dalla stampa inglese.
Da un certo punto di vista la qualifica appare eccessiva:
è vero che Marks, con l'aiuto d'una rete di
complici che andava dal Pakistan a Hong Kong, dalla
Tailandia agli Stati Uniti, dall'Irlanda all'Olanda,
è riuscito a introdurre centinaia di tonnellate
di droga sul mercato occidentale, ma è altrettanto
vero che non ha mai creato un vero racket, evitando
di sporcarsi le mani con le organizzazione mafiose
e le droghe pesanti. Le iperboli appaiono invece giustificate
ove riferite all'eccezionalità del personaggio:
inventore dei modi più bizzarri per "importare"
la merce (come farla viaggiare negli apparati di amplificazione
di qualche rock band), abile trasformista (ha assunto
decine di identità diverse, riuscendo a farsi
rilasciare passaporti perfettamente "legali"),
irresistibile seduttore (benché sostanzialmente
fedele alla prima e alla seconda compagna dalle quali
ha avuto, rispettivamente, uno e tre figli, tre femmine
e un maschio), uomo di mondo (amato e stimato da intellettuali,
artisti, uomini politici e rockstar), imprenditore
(ha creato venticinque società commerciali
per investire i milioni di sterline guadagnati illegalmente:
banche off shore, boutique, agenzie di viaggi, studi
di registrazione).
Grazie a queste qualità, è riuscito
a sfuggire per decenni alle polizie del mondo intero.
Arrestato una prima volta in Inghilterra, se la cava
con una condanna mite, sfruttando l'improbabile incarico
ricevuto dai servizi segreti inglesi che, venuti a
conoscenza dei suoi contatti col già citato
McCann, lo incaricano di carpire informazioni sull'IRA.
Ma negli anni Ottanta la DEA riesce infine a incastrarlo:
arrestato in Spagna ed estradato negli Stati Uniti,
viene condannato a venticinque anni. Eppure se la
cava ancora una volta: rinchiuso nel carcere speciale
di Terre Haute, si fa amici perfino lì, ottenendo
la libertà per buona condotta dopo sette anni.
Oggi Mr Nice vive con la famiglia a Maiorca, dove
non se la passa affatto male (soprattutto grazie ai
diritti d'autore, visto che gli antichi profitti di
spacciatore sono stati divorati dal fisco e dalla
sua smodata passione per il lusso). Ma dire che si
è ritirato a vita privata non sarebbe giusto,
come si evince da una visita al suo sito (www.mrnice.net):
accanto al monumentale archivio di articoli di giornale,
fotografie e interviste, e al videogame scaricabile
on line, troviamo infatti il programma politico della
"Legalise Cannabis Alliance", il partito
inglese per la legalizzazione delle droghe leggere.
Insomma: Marks non ha rinnegato la passione per l'erba,
ha solo deciso di abbandonare il contrabbando per
la propaganda legale.