Corriere della Sera - 4 dicembre 2001

di Carlo Formenti

Dall'inizio della guerra contro i Talebani, abbiamo letto decine di articoli sulla "terra di nessuno" fra Pakistan e Afghanistan, controllata da tribù locali che producono ed esportano droga in tutto il mondo. Uno dei primi occidentali a visitare quei territori fu, qualche decennio fa, un giovane gallese in cerca di hashish da smerciare sul mercato europeo. Poco prima lo stesso personaggio, con l'aiuto di tale McCann, un avventuriero che si spacciava per militante dell'IRA, era riuscito a far atterrare in un aeroporto irlandese tonnellate di cannabis provenienti da Kabul. Sono solo due degli infiniti episodi che Howard Marks racconta nella sua affascinante autobiografia, che esce in questi giorni in Italia dopo essere divenuta un bestseller internazionale (550.000 copie vendute solo in Inghilterra).
Perché Mr Nice (il titolo si riferisce a una delle identità fasulle assunte da Marks) riscuote tanto successo? In primo luogo perché è un libro divertente e ben scritto, degno della grande tradizione del romanzo picaresco inglese, poi perché Marks non è un boss della droga - violento, feroce e arrogante - come quelli che vediamo spesso sul grande schermo. Laureato in fisica ad Oxford, dove era sbarcato dal Galles con fondate speranze di una brillante carriera scientifica, colto, intelligente e raffinato, Marks si ritrova a fare lo spacciatore quasi per caso. Mentre, assieme alla prima compagna, vive gli anni della contestazione e della controcultura, si rende improvvisamente conto che, smerciando occasionalmente parte della cannabis acquistata per consumo personale, guadagna assai di più che con il mestiere di insegnante appena iniziato. In questo modo comincia la carriera del più grande spacciatore del mondo, come è stato definito dalla DEA americana e dalla stampa inglese.
Da un certo punto di vista la qualifica appare eccessiva: è vero che Marks, con l'aiuto d'una rete di complici che andava dal Pakistan a Hong Kong, dalla Tailandia agli Stati Uniti, dall'Irlanda all'Olanda, è riuscito a introdurre centinaia di tonnellate di droga sul mercato occidentale, ma è altrettanto vero che non ha mai creato un vero racket, evitando di sporcarsi le mani con le organizzazione mafiose e le droghe pesanti. Le iperboli appaiono invece giustificate ove riferite all'eccezionalità del personaggio: inventore dei modi più bizzarri per "importare" la merce (come farla viaggiare negli apparati di amplificazione di qualche rock band), abile trasformista (ha assunto decine di identità diverse, riuscendo a farsi rilasciare passaporti perfettamente "legali"), irresistibile seduttore (benché sostanzialmente fedele alla prima e alla seconda compagna dalle quali ha avuto, rispettivamente, uno e tre figli, tre femmine e un maschio), uomo di mondo (amato e stimato da intellettuali, artisti, uomini politici e rockstar), imprenditore (ha creato venticinque società commerciali per investire i milioni di sterline guadagnati illegalmente: banche off shore, boutique, agenzie di viaggi, studi di registrazione).
Grazie a queste qualità, è riuscito a sfuggire per decenni alle polizie del mondo intero. Arrestato una prima volta in Inghilterra, se la cava con una condanna mite, sfruttando l'improbabile incarico ricevuto dai servizi segreti inglesi che, venuti a conoscenza dei suoi contatti col già citato McCann, lo incaricano di carpire informazioni sull'IRA. Ma negli anni Ottanta la DEA riesce infine a incastrarlo: arrestato in Spagna ed estradato negli Stati Uniti, viene condannato a venticinque anni. Eppure se la cava ancora una volta: rinchiuso nel carcere speciale di Terre Haute, si fa amici perfino lì, ottenendo la libertà per buona condotta dopo sette anni. Oggi Mr Nice vive con la famiglia a Maiorca, dove non se la passa affatto male (soprattutto grazie ai diritti d'autore, visto che gli antichi profitti di spacciatore sono stati divorati dal fisco e dalla sua smodata passione per il lusso). Ma dire che si è ritirato a vita privata non sarebbe giusto, come si evince da una visita al suo sito (www.mrnice.net): accanto al monumentale archivio di articoli di giornale, fotografie e interviste, e al videogame scaricabile on line, troviamo infatti il programma politico della "Legalise Cannabis Alliance", il partito inglese per la legalizzazione delle droghe leggere. Insomma: Marks non ha rinnegato la passione per l'erba, ha solo deciso di abbandonare il contrabbando per la propaganda legale.