La Repubblica - 31 gennaio 2000


FIGLI DEI FIORI" AI TEMPI DI WEIMAR
di Paola Sorge

Si salutavano augurandosi "Gut Licht", buona luce, i Wandervögel (che vuol dire "uccelli migratori"), appassionati com'erano di fotografia.
Lo ricorda Oliviero Toscani, che si considera in un certo senso il loro erede, nella sua prefazione alla raccolta di immagini inedite che documentano le fasi del movimento giovanile più importante della Germania di Weimar.
Con il loro amore per la natura e per l'arte, la libertà dagli schemi imposti dalla società, con il loro narcisismo estetico, i Wandervögel crearono un mondo nuovo, tutto loro e uno stile di vita che ha influito non poco sul gusto e la moda di oggi.
Altro che "figli dei fiori": in queste scene idilliache eternate da Julius Gross, il fotografo per eccellenza dei Wandervögel, ragazzi e ragazze vagano per i boschi, si bagnano nei laghi, intrecciano antiche danze popolari con le rovine di antichi manieri in controluce; sono spensieratamente nudi come in un paradiso terrestre dove la natura è madre benigna.
Dalle escursioni e dai girotondi festosi nei prati dei primi anni si passa via via alle sfilate, ai campeggi, ai raduni che richiamano inevitabilmente alla mente le manifestazioni della Gioventù Hitleriana.
Ma la riscoperta oggi di questa "generazione perduta", che ha avuto la sfortuna di convivere con l'avvio del nazismo, ha dissipato ogni equivoco.