FIGLI DEI FIORI" AI TEMPI DI WEIMAR
di Paola Sorge
Si salutavano augurandosi "Gut Licht",
buona luce, i Wandervögel (che vuol dire "uccelli
migratori"), appassionati com'erano di fotografia.
Lo ricorda Oliviero Toscani, che si considera in un
certo senso il loro erede, nella sua prefazione alla
raccolta di immagini inedite che documentano le fasi
del movimento giovanile più importante della
Germania di Weimar.
Con il loro amore per la natura e per l'arte, la libertà
dagli schemi imposti dalla società, con il
loro narcisismo estetico, i Wandervögel crearono
un mondo nuovo, tutto loro e uno stile di vita che
ha influito non poco sul gusto e la moda di oggi.
Altro che "figli dei fiori": in queste scene
idilliache eternate da Julius Gross, il fotografo
per eccellenza dei Wandervögel, ragazzi e ragazze
vagano per i boschi, si bagnano nei laghi, intrecciano
antiche danze popolari con le rovine di antichi manieri
in controluce; sono spensieratamente nudi come in
un paradiso terrestre dove la natura è madre
benigna.
Dalle escursioni e dai girotondi festosi nei prati
dei primi anni si passa via via alle sfilate, ai campeggi,
ai raduni che richiamano inevitabilmente alla mente
le manifestazioni della Gioventù Hitleriana.
Ma la riscoperta oggi di questa "generazione
perduta", che ha avuto la sfortuna di convivere
con l'avvio del nazismo, ha dissipato ogni equivoco.