All'inizio del Novecento, uno studente liceale di
Berlino, Karl Fischer, diede vita al gruppo dei Wandervögel,
“uccelli migratori”. In origine si trattava
soltanto di un manipolo di ragazzi del quartiere di
Steglitz. Ma già nel 1904 i Wandervögel
erano migliaia, sparsi per tutta la Germania.
I Wandervögel erano animati da un acceso spirito
antiborghese che si esprimeva nella vita del campo,
del cameratismo. Disprezzavano i miti borghesi del
denaro, della felicità materiale, del successo,
della vita comoda, oltre che gli pseudo-valori della
società liberaldemocratica e della sua ideologia.
Ancorché estranei alla vita politica, i Wandervögel
erano nazionalisti. Sognavano la 'rinascita' della
Patria attraverso i Männerbunde (ordini virili),
piccole élite unite dal culto dell'amicizia
e del cameratismo.
Il pregevole saggio di Winfried Mogge (direttore dell'Archivio
del Movimento giovanile tedesco) ha l'indubbio merito
di contribuire alla riscoperta dei Wandervögel,
dopo decenni di messa al bando perché ingiustamente
assimilati alla gioventù nazionalsocialista.
L'autore spiega che ad accomunare e caratterizzare
i Wandervögel erano “un certo modo di vestire,
l'emozione della riscoperta della canzone e della
danza popolare, la liberatoria esperienza di sé
all'interno del gruppo. E inoltre, e soprattutto,
le escursioni, un modo di entrare in contatto con
la natura che andava ben al di là del viaggiare
'economico'. Queste gite, infatti, in fondo non originali
e riprese da motivi letterari, in quella situazione
storica vennero afferrate al volo, golosamente, come
possibilità di vivere la comunità e
di distaccarsi, almeno per un po', dalla famiglia
e dalla scuola, dagli istituti 'ufficiali' della socializzazione.
In questo contesto si potevano sviluppare e sperimentare
modi di vivere e di comportarsi propri e nuovi: nei
gruppi si poteva assaporare «il calore del nido
all'interno di una società diventata fredda»,
nelle leghe si poteva articolare la protesta contro
il mondo in cui si viveva e riflettere su altre e
migliori possibilità di essere uomini. Nel
manifesto programmatico elaborato e divulgato sull'Alto
Meissner non c'erano dichiarazioni concrete su come
dovesse apparire l'agognato futuro; ma venivano espressi,
in sintesi, i desideri e le nostalgie di questo Movimento
giovanile: «La Libera gioventù tedesca
intende plasmare la propria vita secondo la propria
determinazione, la propria responsabilità,
la propria verità interiore»”.
Nella prefazione, Oliviero Toscani, provocatorio maestro
della fotografia, rende omaggio ai Wandervögel:
“Fin da quando eravamo studenti a Zurigo, quando
ci incontriamo tra compagni, continuiamo a scambiarci
l'augurio Gut Licht ('buona luce'), il saluto dei
Wandervögel, che attraverso l'uso della loro
'cassettina della luce', la macchina fotografica,
seppero far conoscere e imporre un preciso stile di
vita”.
Il libro di Winfried Mogge – corredato di un
cospicuo apparato iconografico – è pubblicato
dalle Edizioni Socrates.