LA NEW AGE PRIMA DI HITLER
di Emanuela Audisio
Suonavano la chitarra, cantavano, facevano picnic
lunghissimi, giravano nudi, erano vegetariani, si
accampavano nel bosco di notte. Ballavano e giocavano.
Credevano nel viaggio, nella natura, nel turismo di
gruppo, negli ostelli, nei campeggi, nei raduni musicali.
Fecero la loro Woodstock, molto prima di Woodstock.
Senza fumo, senza trip chimici, senza l'acustica elettronica.
Scelsero di buttarsi on the road molto prima di Kerouac
e di Ginsberg. Con i calzoni alla zuava al posto di
quelli a zampa d'elefante. Si definivano "studenti
nomadi", "baccanti", scelsero romanticamente
come loro simbolo e nome quello di un uccello migratore:
Wandervögel. Giravano sempre con la macchinetta
fotografica e salutavano con la frase "Gut Licht".
Buona luce. Si buttarono sull'ecologia e sull'agricoltura
alternativa molto prima dei Verdi. Ogni secolo ha
le sue generazioni perdute. I Wandervögel lo
furono nella Germania prenazista: un movimento giovanile
innocente e un po' ingenuo che si rivoltò contro
la rigidità guglielmina, "contro il pantano
borghese dell'associazionismo", contro i sistemi
pedagogici del mondo dei vecchi. Il fenomeno Wandervögel
nacque nell'ultimo decennio del XIX secolo, al liceo
di Steglitz nei pressi di Berlino, dove gruppi di
studenti che seguivano corsi integrativi di stenografia
cominciarono a fare delle escursioni. Lo scopo era
entrare in contatto con la natura, scoprire la comunità,
distaccarsi almeno un po' dalla famiglia, dalla scuola,
dagli istituti ufficiali della socializzazione, riflettere
su altre e migliori possibilità di essere uomini.
Il concetto del loro '68 era: i giovani devono assumersi
la responsabilità della propria educazione.
Il movimento si concentrò anche sulla fotografia,
sulla famosa "cassettina della luce". Ritrattista
ufficiale del gruppo divenne Julius Gross, nato a
Berlino nel 1892 e morto nel 1986, specialista della
Leica, il quale salendo sulle scale, sulle seggiole,
sui muri, sugli alberi, scattò le sue istantanee.
Molte di vita alternativa: corpi nudi, liberi nella
natura, scuole di ginnastica, aziende agricole, studenti
itineranti in marcia per strade e per boschi, intenti
a cucinare all'aperto, a dormire nei fienili, nelle
tende, a danzare in cerchio, a gareggiare in competizioni
canore e gare sportive. E tra loro distinti professori
e artisti in loden, riformatori con lunga barba e
ogni genere di profeti in costumi pittoreschi. Nel
1913 il movimento fu criticato da Gustav Wyneken,
pedagogo riformatore e scrittore, che sottolineò
quel loro "troppo comodo, troppo a buon mercato,
troppo semplice godimento del proprio stato d'animo".
Come a dire che mentre il mondo stava pericolosamente
cambiando, il movimento fuggiva da un presente non
amato in una realtà ideale e fiabesca, quella
dei boschi appunto. Lo stile Wandervögel, cioè
un certo modo di vestirsi e di comportarsi, si mantenne
anche nella Repubblica di Weimar, accanto alle nuove
forme emergenti di militarismo. Ma tutto cambiò:
il libero girovagare divenne marcia ordinata, la canzone
popolare si travestì da canzone di lotta, il
rifugio notturno nei fienili si tramutò in
campeggi di tende perfettamente organizzati. E nel
giugno del '33 con "il campo di Munster"
della lega pantedesca tutto finì. Julius Gross
continuò a fotografare per mestiere, ma non
aveva il pathos eroico necessario per fare carriera
nel Terzo Reich. Oliviero Toscani nella pefazione
al libro di Winfried Mogge "I Wandervögel:
una generazione perduta" (Edizioni Socrates)
parla di una coerenza espressiva e di un'estetica,
a cui molti si sono ispirati. Da Leni Riefensthal
con il suo Trionfo della volontà, alle riviste
e ai fotografi della moda attuali. E invita a guardare
le immagini senza sovrastrutture ideologiche, senza
collegare automaticamente i Wandervögel all'esaltazione
del superuomo nazista: "Si può avere la
sfortuna di essere creativi in un momento storico
disgraziato". Sono stati i nostri antenati hippies,
i bisnonni dei grandi concerti rock, i nostri avi
dell'ecologia. E anche senza Internet capirono che
comunicare, via foto, era tutto. Buona luce.