Alexander Trocchi è uno di quegli scrittori
(non rari) la cui vita è molto più interessante
dell'opera, anche se per tanti aspetti le due cose
si sovrappongono l'una all'altra. Di origini italiane,
nacque a Glasgow nel 1925. Dopo un'adolescenza turbolenta,
e il servizio militare fatto, durante la guerra, in
marina, arriva a Parigi nel 1952, per frequentare
gli ambienti dell'esistenzialismo. Di notte scrive
romanzi pornografici che firma con pseudonimi, di
giorno si dedica a una rivista anglofona, Merlin ,
che acquista un certo prestigio, e che gli permette
di fare la conoscenza di personaggi come Henry Miller,
Beckett, Ionesco, Genet, Eluard, Adamov, Neruda. Conosce
anche Sartre, al quale dichiara tutta la sua ammirazione,
e che lo autorizza a riprodurre liberamente, nella
sua rivista, qualsiasi scritto apparso su Les Temps
Modernes .
Merlin , che è venduta soprattutto ai turisti
colti americani che si aggirano per il Quartiere Latino
in cerca di “atmosfere proibite” (tra
gli “strilloni” il futuro scrittore Kenneth
White) consente anche, a Trocchi, di fare la conoscenza
di uno degli astri nascenti della rive gauche , quel
Guy Debord che, avendo realizzato alcuni “scandali”,
ha già il suo seguito di giovani adepti, affascinati
dalla sua personalità carismatica.
E Debord è a sua volta attratto da questo avventuriero
scozzese che ha abbandonato moglie e figlia per venirsene
a Parigi, e che Cristophe Bourseiller descrive così:
«Alto, bello, un po' somigliante a Burt Lancaster,
parlava inglese con un accento che lo faceva passare
per americano». Se molti, in quell'ambiente,
si limitano a teorizzare la trasgressione, Trocchi
la pratica: circola la voce che i suoi romanzi pornografici
(stampati da quella Olympia press di Maurice Girodias
destinata a diventare un mito per aver pubblicato
la Lolita di Nabokov, e Genet, Burroughs, Durrel)
siano il frutto di esperienze dirette, e in più
Trocchi comincia a utilizzare sistematicamente tutte
le droghe allora conosciute, a cominciare dall'eroina.
Debord lo accoglie nell'Internazionale Lettrista,
a condizione che Trocchi rompa ogni legame precedente
per votarsi all'ideale rivoluzionario. Più
facile a dirsi che a farsi. Dopo un anno, senza sapere
bene perché (a quel che dice lui stesso) lo
scozzese decide di emigrare negli Stati Uniti, e lì
la droga oltre a consumarla, la spaccia pure, finendo
più volte in prigione. Gli amici europei, che
intanto hanno costituito l'Internazionale Situazionista,
lo difendono, pubblicano manifesti in suo favore,
chiedono a Henry Miller di intercedere per lui. Fino
al 1964, vivendo tra l'Europa e gli Stati Uniti, Trocchi
partecipa a pieno titolo a tutte le attività
dell'IS. Poi si lancia in un'ambiziosa operazione
– “il progetto Sigma” – per
unire le varie dissidenze artistiche e culturali.
Lo affiancano personaggi come Timothy Leary, Ronald
Laing, Allen Ginsberg, Kenneth White. “Cretini
mistici”, li definisce Debord, e frequentarli
comporta automaticamente l'esclusione dall'IS, secondo
il crudele rituale situazionista. Un colpo da cui
Trocchi faticherà a riprendersi, come accadeva
a quasi tutti gli esclusi. Dopo altri anni difficili
di marginalità e di eccessi, Trocchi muore
a Londra nel 1984, stroncato dall'abuso di droga.
Le Edizioni Socrates hanno da poco pubblicato Giovane
Adamo (da cui è stato tratto il film Young
Adam del regista scozzese David MacKenzie), storia
di una passione nella Glasgow anni Cinquanta, mentre
da Fandango è apparso l'anno scorso Il libro
di Caino , un romanzo autobiografico in cui il rapporto
con la droga è del tutto centrale.