tuttoLibritempoLibero di La Stampa - 4 ottobre 2003
Nelle vene scozzesi di Trocchi, droga sesso e trasgressione
di Felice Piemontese

Alexander Trocchi è uno di quegli scrittori (non rari) la cui vita è molto più interessante dell'opera, anche se per tanti aspetti le due cose si sovrappongono l'una all'altra. Di origini italiane, nacque a Glasgow nel 1925. Dopo un'adolescenza turbolenta, e il servizio militare fatto, durante la guerra, in marina, arriva a Parigi nel 1952, per frequentare gli ambienti dell'esistenzialismo. Di notte scrive romanzi pornografici che firma con pseudonimi, di giorno si dedica a una rivista anglofona, Merlin , che acquista un certo prestigio, e che gli permette di fare la conoscenza di personaggi come Henry Miller, Beckett, Ionesco, Genet, Eluard, Adamov, Neruda. Conosce anche Sartre, al quale dichiara tutta la sua ammirazione, e che lo autorizza a riprodurre liberamente, nella sua rivista, qualsiasi scritto apparso su Les Temps Modernes .
Merlin , che è venduta soprattutto ai turisti colti americani che si aggirano per il Quartiere Latino in cerca di “atmosfere proibite” (tra gli “strilloni” il futuro scrittore Kenneth White) consente anche, a Trocchi, di fare la conoscenza di uno degli astri nascenti della rive gauche , quel Guy Debord che, avendo realizzato alcuni “scandali”, ha già il suo seguito di giovani adepti, affascinati dalla sua personalità carismatica.
E Debord è a sua volta attratto da questo avventuriero scozzese che ha abbandonato moglie e figlia per venirsene a Parigi, e che Cristophe Bourseiller descrive così: «Alto, bello, un po' somigliante a Burt Lancaster, parlava inglese con un accento che lo faceva passare per americano». Se molti, in quell'ambiente, si limitano a teorizzare la trasgressione, Trocchi la pratica: circola la voce che i suoi romanzi pornografici (stampati da quella Olympia press di Maurice Girodias destinata a diventare un mito per aver pubblicato la Lolita di Nabokov, e Genet, Burroughs, Durrel) siano il frutto di esperienze dirette, e in più Trocchi comincia a utilizzare sistematicamente tutte le droghe allora conosciute, a cominciare dall'eroina.
Debord lo accoglie nell'Internazionale Lettrista, a condizione che Trocchi rompa ogni legame precedente per votarsi all'ideale rivoluzionario. Più facile a dirsi che a farsi. Dopo un anno, senza sapere bene perché (a quel che dice lui stesso) lo scozzese decide di emigrare negli Stati Uniti, e lì la droga oltre a consumarla, la spaccia pure, finendo più volte in prigione. Gli amici europei, che intanto hanno costituito l'Internazionale Situazionista, lo difendono, pubblicano manifesti in suo favore, chiedono a Henry Miller di intercedere per lui. Fino al 1964, vivendo tra l'Europa e gli Stati Uniti, Trocchi partecipa a pieno titolo a tutte le attività dell'IS. Poi si lancia in un'ambiziosa operazione – “il progetto Sigma” – per unire le varie dissidenze artistiche e culturali. Lo affiancano personaggi come Timothy Leary, Ronald Laing, Allen Ginsberg, Kenneth White. “Cretini mistici”, li definisce Debord, e frequentarli comporta automaticamente l'esclusione dall'IS, secondo il crudele rituale situazionista. Un colpo da cui Trocchi faticherà a riprendersi, come accadeva a quasi tutti gli esclusi. Dopo altri anni difficili di marginalità e di eccessi, Trocchi muore a Londra nel 1984, stroncato dall'abuso di droga.
Le Edizioni Socrates hanno da poco pubblicato Giovane Adamo (da cui è stato tratto il film Young Adam del regista scozzese David MacKenzie), storia di una passione nella Glasgow anni Cinquanta, mentre da Fandango è apparso l'anno scorso Il libro di Caino , un romanzo autobiografico in cui il rapporto con la droga è del tutto centrale.