A cura di Tiziana Lo Porto
"Ci sono momenti in cui ciò che deve essere
detto ti guarda dal passato – ti guarda come
qualcuno da una finestra e tu per strada, che cammini.
Le ore passate, le azioni passate assumono un inquietante
senso si distacco"
È strano come i libri ogni tanto riescano a
spiazzarti. Strano, e talvolta anche bello. Giovane
Adamo di Alexander Trocchi ( Socrates , pp. 160, euro
12,00 oppure, nell'edizione speciale a caratteri ingranditi,
pp. 207, euro 14,70), ad esempio. Lo prendi in mano
e anche se ti aspettavi di ritrovarti a tu per tu
con un altro Camus – così vengono presentati,
più o meno motivatamente, autore e libro –
ti ritrovi con un qualcosa che sta a metà strada
tra una vecchia commedia in bianco e nero e le avventure
di Huckleberry Finn. Una quarantina di pagine e le
aspettative che nutrivi nei confronti di Joe , il
protagonista, verranno deluse.
Joe , di fatto, è un personaggio divertente,
comico, assolutamente non cupo e tenebroso. Quantomeno,
non a inizio libro. Niente Chute , dunque: Giovane
Adamo è qualcosa di altro, qualcosa che non
c'era. Probabilmente un geniale esperimento di un
geniale scrittore che percorre strade imprevedibili
per arrivare alla fine, o forse una di quelle coincidenze
che capitano nell'arte come nella vita: decidere di
scrivere una tetra storia che inizia con un cadavere
e ficcarci dentro un personaggio/voce narrante che
racconta tutt' altro.
La storia, dicevamo, comincia col ripescamento del
cadavere di una donna. A ripescarlo un battello con
a bordo Joe e una coppia di mezz'età con un
ragazzino. I quattro sono diretti a Edimburgo, trasportano
un carico di antracite. E questo è il loro
da fare. La coppia è in crisi: lui, di vent'
anni più grande della moglie, è impotente
e di tanto in tanto la picchia. Joe s'infila prontamente
dentro la faccenda in qualità di contemplatore,
per poi divenire amante della moglie, Ella. Ella è
una donna possente, mascolina: cosce grosse, molto
senso pratico e poco fascino. Quantomeno, un fascino
strano, quasi nascosto. Un fascino dal quale, tuttavia,
Joe non è immune.
Il libro diventa così una storia d'amore e
di passione in cui l'autore snocciola, una dopo l'altra,
massime sull'amore e sull'attrazione tra i due sessi,
mettendo in secondo piano la storia del cadavere.
Ma, come già affiorato sulla superficie dell'acqua
a inizio libro, più o meno a metà libro
tornerà a galla, cambiando un'altra volta la
natura della storia, che rivelerà inaspettatamente
un dramma psicologico degno del migliore Joseph Conrad
. E anche la morte passerà in secondo piano
per lasciare spazio a considerazioni più universali
sulla giustizia a questo mondo e ritornare esattamente
lì dove la prima pagina del libro ci aveva
portati .