Pickwick.it - 23 ottobre 2003

A cura di Tiziana Lo Porto
"Ci sono momenti in cui ciò che deve essere detto ti guarda dal passato – ti guarda come qualcuno da una finestra e tu per strada, che cammini. Le ore passate, le azioni passate assumono un inquietante senso si distacco"
È strano come i libri ogni tanto riescano a spiazzarti. Strano, e talvolta anche bello. Giovane Adamo di Alexander Trocchi ( Socrates , pp. 160, euro 12,00 oppure, nell'edizione speciale a caratteri ingranditi, pp. 207, euro 14,70), ad esempio. Lo prendi in mano e anche se ti aspettavi di ritrovarti a tu per tu con un altro Camus – così vengono presentati, più o meno motivatamente, autore e libro – ti ritrovi con un qualcosa che sta a metà strada tra una vecchia commedia in bianco e nero e le avventure di Huckleberry Finn. Una quarantina di pagine e le aspettative che nutrivi nei confronti di Joe , il protagonista, verranno deluse.
Joe , di fatto, è un personaggio divertente, comico, assolutamente non cupo e tenebroso. Quantomeno, non a inizio libro. Niente Chute , dunque: Giovane Adamo è qualcosa di altro, qualcosa che non c'era. Probabilmente un geniale esperimento di un geniale scrittore che percorre strade imprevedibili per arrivare alla fine, o forse una di quelle coincidenze che capitano nell'arte come nella vita: decidere di scrivere una tetra storia che inizia con un cadavere e ficcarci dentro un personaggio/voce narrante che racconta tutt' altro.
La storia, dicevamo, comincia col ripescamento del cadavere di una donna. A ripescarlo un battello con a bordo Joe e una coppia di mezz'età con un ragazzino. I quattro sono diretti a Edimburgo, trasportano un carico di antracite. E questo è il loro da fare. La coppia è in crisi: lui, di vent' anni più grande della moglie, è impotente e di tanto in tanto la picchia. Joe s'infila prontamente dentro la faccenda in qualità di contemplatore, per poi divenire amante della moglie, Ella. Ella è una donna possente, mascolina: cosce grosse, molto senso pratico e poco fascino. Quantomeno, un fascino strano, quasi nascosto. Un fascino dal quale, tuttavia, Joe non è immune.
Il libro diventa così una storia d'amore e di passione in cui l'autore snocciola, una dopo l'altra, massime sull'amore e sull'attrazione tra i due sessi, mettendo in secondo piano la storia del cadavere. Ma, come già affiorato sulla superficie dell'acqua a inizio libro, più o meno a metà libro tornerà a galla, cambiando un'altra volta la natura della storia, che rivelerà inaspettatamente un dramma psicologico degno del migliore Joseph Conrad . E anche la morte passerà in secondo piano per lasciare spazio a considerazioni più universali sulla giustizia a questo mondo e ritornare esattamente lì dove la prima pagina del libro ci aveva portati .