L'Espresso - 5 giugno 2003
Assassini alla deriva
di Lietta Tornabuoni

A Glasgow nebbiosa, nei primi anni Cinquanta, un giovane sradicato alla deriva (Mc Gregor) e in profonda crisi trova lavoro presso Les (Mullan)e la sua enigmatica moglie Ella (Swinton). Un pomeriggio i due uomini scoprono il cadavere di una ragazza affogata. Incidente, suicidio, assassinio? La polizia indaga e arresta un sospetto, ma è chiaro che il giovane sa della morte più di quanto dica, è chiaro che il suo legame sessualmente appassionato con la moglie del datore di lavoro ha qualcosa di ambiguo e strano, è chiaro che il suo carattere di antieroe esistenziale lo rende simile a Lo straniero di Camus.
Con Young Adam di David Mackenzie, tratto dal romanzo dello scrittore scozzese Alexander Trocchi (in Italia pubblicato dalle Edizioni Socrates) e con un film in lavorazione ricavato da On the Road di Jack Kerouac, tornano negli andirivieni del gusto i narratori della Beat Generation, portatori negli anni Cinquanta d'una rivolta psicologica, morale, comportamentale e sociale molto influente sulla cultura occidentale e mai dimenticata. Trocchi artista tormentato, eroinomane disposto a tutto per comprarsi una dose, nato a Glasgow nel 1925 da madre scozzese e padre italiano, direttore a Parigi della rivista letteraria d'avanguardia Merlin , tanto coinvolto nel mondo della droga da essere costretto a lasciare clandestinamente New York (Norman Mailer gli procurò documenti falsi e un po' di soldi), amico di William Burroughs e di Leonard Cohen, preda di un disfacimento inarrestabile, morì di polmonite in Inghilterra nel 1965. Young Adam e Cain's book (una semi-autobiografia) sono i suoi libri, classici romanzi beat.
Nel film di Mackenzie, prodotto da Jeremy Thomas, il personaggio si confonde un poco, inevitabilmente, con l'autore Alexander Trocchi: soprattutto nella tenace volontà di vivere nonostante gli incubi e i sensi di colpa, originati dall'autoindulgenza. Ewan McGregor è un protagonista bravissimo, emozionante e non enfatico.