Di Alexander Trocchi Allen Ginsberg disse: «È
l'uomo più brillante che io abbia mai conosciuto».
Eppure non sono in molti a conoscere questo scrittore
che, a dispetto del cognome, nacque a Glasgow nel
1925, e morì in miseria a Londra nel 1974.
Dopo aver scritto e pubblicato romanzi e poesie; curato
riviste, diretto e animato circoli culturali; dopo
essere sopravvissuto alla morte della seconda moglie,
di un figlio, e soprattutto all'abuso di alcool ed
eroina (morì per un cancro ai polmoni).
[...] è la storia di una grande passione che
nasce dal ritrovamento di un cadavere. E già
questa circostanza dà l'idea dell'originalità
del racconto. Nella Glasgow degli anni Cinquanta,
quella che Trocchi aveva voluto lasciarsi alle spalle
trasferendosi a Parigi nel 1952, il fiume Clyde porta
alla luce il cadavere di una donna. A ritrovarlo sono
Joe, Leslie e la moglie Ella. Joe si innamora di Ella,
anche se forse sarebbe meglio dire che si innamora
dell'idea di amare Ella. E la ama con passione, indifferente
alle regole che la loro passione infrange, la ama
e allo stesso tempo si sente estraneo a lei, allo
squallore che li circonda, alla mancanza di una prospettiva
per il futuro. In modo quasi cinematografico, il libro
racconta non tanto un giallo, o una passione erotica,
ma un viaggio esistenziale, e disperato.