Il Sole 24 Ore - 27 aprile 2003
Disperazione alla scozzese
di Giulia Crivelli

Di Alexander Trocchi Allen Ginsberg disse: «È l'uomo più brillante che io abbia mai conosciuto». Eppure non sono in molti a conoscere questo scrittore che, a dispetto del cognome, nacque a Glasgow nel 1925, e morì in miseria a Londra nel 1974. Dopo aver scritto e pubblicato romanzi e poesie; curato riviste, diretto e animato circoli culturali; dopo essere sopravvissuto alla morte della seconda moglie, di un figlio, e soprattutto all'abuso di alcool ed eroina (morì per un cancro ai polmoni).
[...] è la storia di una grande passione che nasce dal ritrovamento di un cadavere. E già questa circostanza dà l'idea dell'originalità del racconto. Nella Glasgow degli anni Cinquanta, quella che Trocchi aveva voluto lasciarsi alle spalle trasferendosi a Parigi nel 1952, il fiume Clyde porta alla luce il cadavere di una donna. A ritrovarlo sono Joe, Leslie e la moglie Ella. Joe si innamora di Ella, anche se forse sarebbe meglio dire che si innamora dell'idea di amare Ella. E la ama con passione, indifferente alle regole che la loro passione infrange, la ama e allo stesso tempo si sente estraneo a lei, allo squallore che li circonda, alla mancanza di una prospettiva per il futuro. In modo quasi cinematografico, il libro racconta non tanto un giallo, o una passione erotica, ma un viaggio esistenziale, e disperato.