In un mondo costantemente alla ricerca di eroi da
consumare, è incredibile che il furibondo potlach
esistenziale dello scrittore italo-scozzese Alexander
Trocchi (1925-1984) sia sfuggito così a lungo
alle fauci fameliche del mercato mediatico. Eppure,
questo marchese de Sade con la passione per il flipper
e per l'eroina, ha tutte le credenziali necessarie
per entrare a pieno titolo nell'Olimpo dei beautiful
losers .
Se oggi, dopo due decenni di oblio quasi totale, se
ne riparla – oltre che per un film tratto dal
suo racconto, Young Adam - è grazie agli sforzi
fatti dal suo conterraneo Irvine Welsh, per rivalutare
il ruolo culturale del «George Best della letteratura
scozzese».
Quella di Trocchi è una vita da irriducibile
fuorilegge fatta di ambiguità e contraddizioni,
consumata sfrontatamente alla luce del sole. Con la
sua figura imponente, altalenante nelle fattezze –
secondo lo stato di salute – tra Burt Lancaster
e Primo Carnera, è stato uno degli esempi più
straordinari di estremismo intellettuale cosmopolita,
un protagonista dei grandi ammutinamenti culturali
del dopoguerra – dall'esistenzialismo alla beat
generation, dal lettrismo al situazionismo, dalla
psichedelia all'antipsichiatria.
Eccellente studente all'università di Glasgow,
dopo aver vinto una borsa di studio che gli permette
di girare l'Europa con la moglie e le due figlie,
sbarca nella Parigi della Rive Gauche, dove vivrà
dal ‘52 al ‘55 trasformandosi gradualmente
in un lupo cattivo della letteratura. Si mette subito
in luce tra i dodicimila espatriati che affollano
la capitale sognando lo stile di vita bohémien
pubblicizzato da Henry Miller e Gertrude Stein. Si
libera della famiglia e coi soldi della nuova amante
fonda la brillante rivista d'avanguardia Merlin ,
«strumento di lotta contro l'assolutismo estetico
sociale e politico», a cui collaborano Beckett
(che nutre una profonda stima per lui), Genet, Sartre,
Ionesco, Miller e Nabokov.
Viene iniziato all'oppio da Cocteau, stringe amicizia
con Guy Debord, si allea ai lettristi contribuendo
a elaborare le basi teoriche che porteranno alla nascita
dell'Internazionale situazionista. Apre una casa d'appuntamenti
dove mette al lavoro le mogli dei suoi amici e scrive,
con lo pseudonimo di Frances Lengel, romanzi pornografici
a cottimo per la famigerata Olympia Press di Maurice
Girodias.
Un modo per sbarcare il lunario allora molto in voga
tra gli espatriati e i junkies angloamericani. Tra
i sette titoli pubblicati c'è anche Young Adam
, un thriller esistenzialista ispirato allo Straniero
di Camus e ritoccato in chiave erotica dopo esser
stato rifiutato, nella sua versione seria, dagli editori
inglesi. La sua è una pornografia sofisticata
e metafisica che fa scalpore tra i circoli letterari
e, per differenti motivi, tra gli agenti della buoncostume.
Quando lascia la Francia per New York, è già
un uomo che ha superato la linea di non ritorno, un
tossicomane dichiarato e impenitente, che non riconosce
più alcuna autorità morale al sistema
e che non vuole accettare alcuna realtà conformata.
Dal ‘56 al ‘61 vive negli Stati Uniti,
si fa assumere come battelliere sulle chiatte che
trasportano i rifiuti di New York, riceve un sostanzioso
anticipo dalla Glove Press per terminare Cain's Book
, abbozzato negli anni parigini. Un libro confessione
costruito con sincerità sovversiva, con molto
sesso, molta droga e accurati inventari di stati di
coscienza non ancora mappati. Un manifesto narco-politico
in cui fa capolino l'Homo Ludens preconizzato dallo
storico olandese Huizinga, superiore per molti versi
al Pasto Nudo di Burroughs (un libro che lo stesso
Trocchi aveva contribuito a far pubblicare per la
prima volta dall'Olympia Press).
Rifiuta gli inviti dei salotti letterari di Manhattan
per frequentare il Lower East Side, viene accolto
nella famiglia della beat generation, fa prostituire
la moglie a Las Vegas per pagarsi l'eroina e passa
alcuni mesi in Messico.
Sfida le leggi draconiane statunitensi sugli stupefacenti;
durante un'intervista si buca in diretta davanti alle
telecamere di una rete televisiva nazionale. Rischia
di finire sulla sedia elettrica, per aver procurato
narcotici a una sedicenne. L'amico Debord organizza
una campagna per la sua liberazione e pubblica il
manifesto «Giù le mani da Alexander Trocchi».
Abbandona la moglie tossica e il figlio, riesce a
fuggire in Canada aiutato da Norman Mailer (che gli
procura documenti falsi) e da Leonard Cohen (a cui
il nostro, per ringraziamento, procurerà una
calamitosa overdose di oppio).
Imbarcatosi clandestinamente su un mercantile raggiunge
l'Inghilterra, dove si registra al Servizio Sanitario
Nazionale come tossicomane, beneficiando della legislazione,
allora vigente, che gli garantisce la fornitura legale
di eroina, senza dover entrare nel circuito di infamie
e scelleratezze a cui quelli con il suo hobby sono
condannati in paesi meno liberali. Resterà
sempre criminalmente leale alle droghe. Fa opera di
proselitismo per ciò che considera, con una
visione messianica, strumento di nichilismo sistematico
per rovesciare la realtà ufficiale. Burroughs
lo stima, oltre che come artista, come unico uomo
capace di trovare la vena anche nel braccio di una
mummia.
Nel ‘63 stende il famoso manifesto teorico (pubblicato
sull'Internazionale Situazionista) Tecnica del colpo
di mondo in cui si rivolge alle menti creative coscienti
della propria vitale contemporaneità: «
Non siamo desiderosi di impadronirci dello Stato,
come Trotzky e Lenin, ma di impadronirci del mondo.
(…) Quello di cui bisogna impadronirsi non ha
dimensioni fisiche, né rapporto con i colori
delle stagioni. Non è un porto, una capitale,
un'isola (…) quello di cui dobbiamo impadronirci
siamo noi stessi (…) con calma, senza indignazione,
attraverso una sorta di ju-jitsu spirituale che ci
appartiene in virtù della nostra intelligenza,
dobbiamo modificare, correggere, compromettere, deviare,
corrompere, corrodere, rivoltare; essere gli ispiratori
di quella che possiamo chiamare l'insurrezione invisibile
» .
Il grande cinico individualista caldeggia jam session
interdisciplinari, comunità scientifiche e
artistiche istantanee e fluttuanti, università
invisibili da cui diffondere come un virus una coscienza
evolutiva. Compito di queste avanguardie è
convincere le classi non privilegiate che il gioco
ha più valore del lavoro. « L'uomo sta
disimparando a giocare, l'hanno convinto che il lavoro
è sacro, solo perché il suo lavoro permette
ai padroni di giocare » .
È un progetto che lo ossessiona e che perseguirà
tenacemente come portavoce di un fantomatico movimento
sovversivo planetario, Sigma. Nel ‘65 presenta
la «Wholly Communion», l'evento fondante
della controcultura inglese, un reading di poesia
che si tiene alla Royal Albert Hall. Un «collasso
razionale della ragione» che avalla le sue speranze
sulla disponibilità immediata a creare situazioni,
da parte di persone creative, provenienti da ambienti
molto diversi. Per tutti gli anni Sessanta assume
il ruolo di portavoce della cultura alternativa, un
patriarca molto rispettato che si muove citando a
memoria interi passaggi di Finnegan's Wake , esibisce
i paesaggi lunari dei suoi avambracci per epater le
bourgeois , ricama reti cospirative con artisti di
tutto il mondo. Nel 1968 è uno degli ispiratori
dell'esperienza della Anti-University di Londra. Collabora
con Cooper, Laing, McClure, Brakhage, Vinkenoog, Burroughs
e Ginsberg – che lo paragona affascinato a Neal
Cassady. Debord, che sorvola su molti difetti caratteriali
dell'amico, non gli perdonerà mai la frequentazione
di Ginsberg, da lui definito il «pagliaccio
americano».
Scrive numerosi pamphlet politici e articoli sulla
stampa underground, mentre continua a ricevere anticipi
su un fantomatico libro che non terminerà mai,
The Long Book ; storna i fondi raccolti per il progetto
Sigma per sostenere la sua gargantuelica passione
per le droghe e altri atti illeciti. Finiti gli anni
Sessanta, il suo ruolo diventa sempre più sfocato,
se i media hanno bisogno di uno scrittore junkie ,
preferiscono rivolgersi al più spendibile Burroughs.
La sua vita diventa sempre più caotica e ingestibile,
le sue opere sono ormai fuori commercio (bruciate,
sequestrate, censurate, dimenticate), si mantiene
vendendo libri e francobolli rari.
Si guadagna il rispetto di Patti Smith e funge da
buon samaritano per Marianne Faithfull. Muore di polmonite
nel 1984, risucchiato nel suo spazio interiore alla
deriva. Dopo la cremazione le sue ceneri vengono rubate
e il suo appartamento è devastato da un incendio
doloso che distrugge molti suoi scritti. Un anno dopo
la sua morte il figlio minore si suicida gettandosi
dalle rovine della casa.
Trocchi compare come attore in: Towers Open Fire (1963)
di Anthony Balch, un cortometraggio scritto da Burroughs;
Wholly Comunion (1965) di Peter Whitehead; Cain's
Film (1969) di Jamie Wadhawan e Marijuana Marijuana
(1972) di Trocchi-Wadhawan. Nel 1996 la Bbc produce
un documentario sulla vita dello scrittore, A Life
in Pieces di Allan Campbell e Tim Niel.