MUSICA! di Repubblica - 25 luglio 2002
Giamaica l'isola perduta
Un romanzo tra detective story e diario di viaggio
di Paolo Biamonte

Che la Giamaica non sia più soltanto un paradiso tropicale tutto reggae, ganja, sole, palme è purtroppo un dato di fatto noto anche a chi non è mai stato nell'isola del Sunsplash ma ne segue la cronaca attraverso le disavventure degli eroi dell'offbeat. Kingston, che è diventata una tipica metropoli degradata da terzo mondo, è considerata un luogo da evitare anche a chi vive in altri punti dell'isola.
Per la prima volta questa nuova, drammatica, realtà frutto dell'imposizione violenta del traffico di cocaina, cresciuto con la complicità della CIA, è diventata materia di un libro, Cannabis, droga diabolica, scritto da Peter-Paul Zahl, tedesco dell'Est cresciuto a Berlino Ovest con alle spalle un passato da editore, dieci anni di prigione scontati per "lesioni gravi e resistenza alle forze dell'ordine", un periodo da volontario presso la Schaubühne di Peter Stein e una ventina di titoli pubblicati da quando, nel 1985, si è trasferito in Giamaica.
Cannabis, droga diabolica è un’affascinante via di mezzo tra la detective story e il diario di viaggio che, seguendo le indagini condotte da un investigatore privato e un poliziotto su un delitto legato al traffico di cocaina, conduce il lettore attraverso l’isola, raccontando "dall’interno" la realtà di un Paese che secondo i dettami dell'economia globale, non deve avere una propria economia. Al di là delle sue implicazioni sociali e religiose, la ganja è un prodotto locale che dà da vivere ai contadini ma non garantisce alcuna rendita a chi gestisce il mercato mondiale della cocaina. Dunque le piantagioni devono essere distrutte. Il romanzo di Zahl offre un ritratto completo della Giamaica, che resta uno dei luoghi più affascinanti del mondo.
A corredo, una documentatissima pianta geografica e uno speciale foglio fustellato espressamente pensato per i filtri.