Che la Giamaica non sia più soltanto un paradiso
tropicale tutto reggae, ganja, sole, palme è
purtroppo un dato di fatto noto anche a chi non è
mai stato nell'isola del Sunsplash ma ne segue la
cronaca attraverso le disavventure degli eroi dell'offbeat.
Kingston, che è diventata una tipica metropoli
degradata da terzo mondo, è considerata un
luogo da evitare anche a chi vive in altri punti dell'isola.
Per la prima volta questa nuova, drammatica, realtà
frutto dell'imposizione violenta del traffico di cocaina,
cresciuto con la complicità della CIA, è
diventata materia di un libro, Cannabis, droga diabolica,
scritto da Peter-Paul Zahl, tedesco dell'Est cresciuto
a Berlino Ovest con alle spalle un passato da editore,
dieci anni di prigione scontati per "lesioni
gravi e resistenza alle forze dell'ordine", un
periodo da volontario presso la Schaubühne di
Peter Stein e una ventina di titoli pubblicati da
quando, nel 1985, si è trasferito in Giamaica.
Cannabis, droga diabolica è un’affascinante
via di mezzo tra la detective story e il diario di
viaggio che, seguendo le indagini condotte da un investigatore
privato e un poliziotto su un delitto legato al traffico
di cocaina, conduce il lettore attraverso l’isola,
raccontando "dall’interno" la realtà
di un Paese che secondo i dettami dell'economia globale,
non deve avere una propria economia. Al di là
delle sue implicazioni sociali e religiose, la ganja
è un prodotto locale che dà da vivere
ai contadini ma non garantisce alcuna rendita a chi
gestisce il mercato mondiale della cocaina. Dunque
le piantagioni devono essere distrutte. Il romanzo
di Zahl offre un ritratto completo della Giamaica,
che resta uno dei luoghi più affascinanti del
mondo.
A corredo, una documentatissima pianta geografica
e uno speciale foglio fustellato espressamente pensato
per i filtri.