|
I nudibranchi
|
 |
Titolo:
La pulce nel deserto
Autore: Alessandra Scagliola
Collana: I nudibranchi
Pagine: 175
Formato: cm 12 x 16,50
Legatura: Brossura
Prezzo: 8,00 €
Pubblicazione: aprile 2007
ISBN: 978-88-7202-030-2 |
L'autore
|
Alessandra
Scagliola è nata a Torino nel 1965. Giornalista
free-lance, ha iniziato la sua esperienza di giornalista
lavorando a “Stampa Sera”. Ha lavorato per
varie testate e numerosi uffici stampa prevalentemente
in ambito sanitario.
La Pulce nel Deserto è il suo primo
romanzo.
|
Il libro |
In una casa fatiscente
abitata da umani e animali alquanto bizzarri arriva
Ben, inquietante adolescente scappata da casa: ci arriva
con una gatto guercio e un bagaglio di originali visioni
della vita. Dal suo alloggio osserva con interessato
distacco la rassicurante follia che pervade quelle mura
scalcinate.
I suoi idoli – Jim Morrison, Confucio e un hacker
noto come Black Link – le fanno da guida per apprezzare
il caos di umanità che la circonda.
La ristrutturazione dello stabile – tanto inattesa
quanto indesiderata – accomuna le esistenze dei
vari inquilini, sovrapponendo nevrosi e piccole follie,
in un susseguirsi di eventi tragicomici.
Sul filo dell’ironia, umani e animali si battono
senza esclusione di colpi per difendere la loro tana.
Una spassosa carrellata di personaggi strambi al limite
del surreale, capaci di rispecchiare il decadimento
della società che ci circonda, ma raccontati
con grande humour e leggerezza.
|
Incipit |
| Se
una mattina ti svegli e non vedi il sole,
o sei morto, o sei il sole.
Jim Morrison
Era il cinque di maggio e faceva freddo.
Un vento polare soffiava sulla città da oltre
un mese, mentre i metereologi si prodigavano a instillare
ottimismo con strofe di canzoni... vedrai che un giorno
cambierà, forse non sarà domani...
La natura, immune dalla malia di previsioni bipedi,
rimandava segni inequivocabili: le rose appena sbocciate
si erano ritirate in attesa di tempi migliori; il cielo
ciondolava tra il grigio chiaro e il grigio piombo ostentando
un tedio infinito; gli alberi si spogliavano delle foglie
ormai verdi.
Infine, il cortile era ridotto a una distesa di cartacce
che si muovevano creando l’effetto di un mare
policromo. Dal movimento ellittico di vecchi volantini
elettorali, un buon sensitivo avrebbe letto con largo
anticipo gli indizi della catastrofe. Ma chi possedeva
doti paranormali si era già trasferito al mare
da tempo.
Quel giorno apparve il padrone di casa.
Gli inquilini dei piani bassi poterono, per primi, individuarne
la testa calva in pericoloso avvicinamento. La speranza
che un anonimo proiettile lo colpisse prima di varcare
il giardino morì quasi subito: troppo freddo
anche per gli assassini.
Piantò le sue autoritarie gambe in cortile, tra
il pattume semovente, e richiamò i fittavoli
alla finestra con una prodigiosa forza del pensiero.
Nella cornice d’infissi da riverniciare –
come quadri senza valore – stavano immobili quattro
donne, cinque uomini, tre gatti, un cane, un piccione
e un camaleonte. Tutti a guardare l’uomo che,
mento in alto, mani sui fianchi e talloni sollevati
da terra, avrebbe fatto la sua bella figura su un balcone
di piazza Venezia. Tutti a fissare la sua bocca piegata
dal desiderio di comizio e da una vaga espressione di
sfratto.
«Questa casa è da rifare».
|
| |
|
|
|
| |
|
|