Agorà, maggio-giugno 2008
Briosa ed effervescente, l’opera è una delle poche che nell’attuale panorama editoriale, riesce a ricondurci verso il sorriso, proponendo, un umorismo perspicace, una lucida ironia e una freschezza di ingegno creativo con tanto di ingenuo che la rende unica.
Massimo Bassi mostra di essere un attento e arguto osservatore di molti atteggiamento umani e con questo testo riesce pienamente ad incuriosire e stimolare i lettori.
La surreale canzonatura che l’autore sa ottimamente proporre, trova anche nella struttura linguistica un valido mezzo di comunicazione che gli consente di rendere con gioioso vigore le passioni di una semplice e umana quotidianità.