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Galleria delle
arti |
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Titolo:
Theandric
Autore: Julian Beck
Traduzione: Gianfranco Mantegna
Prefazione: Judith Malina
Ricordo: Bernardo Bertolucci
Collana: Galleria
delle Arti
Pagine: 472
Illustrazioni: 186 (151 b/n - 35 a
colori)
Formato: cm 16x24
Legatura: Cartonata con sovracoperta
Prezzo: 40,00€
Pubblicazione: Maggio 1994
ISBN: 88-7202-004-2 |
L'autore |
Julian
Beck (New York, 31 maggio 1925 – New York, 14
settembre 1985) è stato un regista, attore e
pittore statunitense. Dopo aver frequentato la Yale
University, negli anni Quaranta insegue la carriera
di pittore astratto, con buoni esiti, diventando amico
di Jackson Pollock. Questo fino a quando conosce la
futura moglie Judith Malina. Insieme condivideranno
la passione per il teatro, fondando il Living Theatre
nel 1947. Beck ha infatti co-diretto con la moglie il
Living fino alla sua morte, avvenuta prematuramente
nel 1985.
La prima fase del gruppo teatrale prende vita stabilmente
a Broadway, sotto l'influenza di Antonin Artaud, teorico
del teatro della Crudeltà. La compagnia attua
una decostruzione del teatro in opere come The Connection
(1959), considerato il testo della svolta, l'antimilitarista
The Brig e Many Loves, che affronta l'omosessualità.
La seconda fase dell'esperienza teatrale diventa itinerante,
anche a causa di un clamoroso processo per evasione
fiscale nei confronti di Julian e Judith. È quindi
dal 1974 che il Living Theatre inizia i suoi tour in
Europa. Più volte si sono esibiti in Italia,
spesso alla Biennale Teatro di Venezia.
Beck ha anche partecipato a progetti cinematografici,
come in Edipo Re, Cotton Club e Poltergeist II - L'altra
dimensione. Un giovane Bernardo Bertolucci diresse il
Living e Julian nel film Agonia, nel 1967.
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| Il libro
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La traduzione italiana
del testamento artistico di Julian Beck Theandric, ci
offre l'occasione di proporre, in parallelo con la lettura
dei 137 testi brevi e intensi, una sorta di diario fotografico:
dai suoi primi mesi di vita fino alle terribili ma vitali
immagini dei suoi ultimi giorni, attraverso una sequenza
fotografica di circa 150 momenti che documentano sia
la storia del Living Theatre sia la forza straordinaria
di una maschera unica e irripetibile.
"Pensieri fulminanti" su teatro, amore,
rivoluzione, anarchia.
Riflessioni, poesie, aforismi si alternano a foto di
scena, a incontri con Bob Dylan, Allen Ginsberg, Eduardo
De Filippo, a momenti di vita privata.
Theandric è arricchito da più contributi,
innanzitutto dalla prefazione di Judith Malina compagna
e cofondatrice del Living Theatre, da una sezione curata
dal figlio Garrick dedicata alla produzione pittorica
di Julian Beck, da due testi di Bernardo Bertolucci
che nel '67 diresse Julian Beck e gli attori del Living
nell'episodio Agonia, nonché da una ricca biografia,
teatrografia e bibliografia. |
| Incipit |
| Il teatro è
una cerimonia il cui scopo è ri-vitalizzare la
comunità.
SE fosse meno di ciò non interesserebbe nessuno.
Come genere sarebbe scomparso da molto tempo. Quando
sfiorì durante il Medioevo fu la chiesa stessa
a creare il dramma trascendete di cui abbiamo bisogno
per soddisfare la nostra vorace curiosità del
divino.
Come cerimonia è fiorito in ogni tipo di società,
è fiorito in periodi di espansione politica insieme
alla sicurezza, alla ricchezza e al tempo libero che
e conseguono, mentre declina in periodi di sicurezza
eccessiva, si risolleva di nuovo in tempi di insicurezza,
ma andiamo a teatro per cercare un nuovo respiro, un
momento che faccia sobbalzare il corpo e ansimare, un
ansito che penetri nei bronchi intasati, nella rigida
cavità toracica, nel torso corazzato, nel corpo
irrigidito dalla paura, una piccola verità nella
dinastia di menzogne, il lampo di luce nell’oscurità,
un segno che dopo l’inverno l’inverno- morte
la vita torna di nuovo.
La penetrazione è operata da un ansito.
Ansimando in cerca d’aria – è così
che il pubblico viene a teatro, rigidamente avvolto
dal corsetto della convenzione ( legge e conformismo).
Il pubblico può respirare a malapena. Si sente
morire. L’intero atto teatrale, è un rituale
concepito per rinnovare la nostra vitalità, per
liberarci dalla morte, e ciò si compie con un
respiro.
Questo respiro comincia come un ansito, come quello
di un bambino appena nato. Il teatro senza questo ansimare
ci soffoca, poco importa che ci possa divertire, lasciamo
sempre il nostro spirito ancora più fiaccato
dalla delusione.
Insisto sul teatro.
Insisto su di esso perché lo riconosco come un
rituale senza cui la nostra sopravvivenza perde terreno
davanti ai confini della morte, sempre invadente, la
morte che cala su di noi con il suo silenzio senza respiro.
Insisto che si vada a teatro in cerca di rivitalizzazione,
le renouveau, sì, come pazienti che vanno all’ospedale.
Stiamo morendo e andiamo a teatro in cerca di aria fresca
all’interno di un’atmosfera sempre più
contaminata. Lo scopo dell’arte è far ansimare
il pubblico. |
| Le foto
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Approfondimenti |
La prefazione
Theandric è un quaderno di
esplosioni che riaffermano la presenza
del divino nell'umano. Pensieri
fulminanti, rivelazioni forse delle
possibilità di redenzione
ancora a portata di mano nella Casa
del Dolore, dove conviviamo con
l'interrogativo: "come possiamo
essere qualcosa di diverso dal nostro
dilagante dolore?".
Alla scoperta
del trascendente in noi stessi segue
la scoperta del trascendente negli
altri, una consapevolezza che si
espande fino ad abbracciare l'intero
pianeta e l'intero sistema cosmico
di cui siamo parte. Da ciò
deriva il senso di familiarità
di Julian con i cieli che sentiva
così vicini: il suo amico
Aldebaran, la sua ragazza Cassiopea,
l'ozono, suo mantello, e la luce
del sole, suo amante.
Anche Theos, Andros
e Thanatos erano presenti per lui
in tutto o per tutto, e lo incalzavano
mentre scriveva queste pagine.Ma
il suo sentiero rivoluzionario è
costruito principalmente sulla misteriosa
capacità del teatro di manifestare
la trascendenza. Ciò che
ci chiede è di arrivare insieme
al punto in cui arte e azione sociale
siano una cosa sola.
In breve
137 testi brevi e intensi,
"quaderno di esplosioni","pensieri
fulminanti" che, con uno straordinario
diario fotografico, si leggono come
frammenti rivelatoridi una personalità
magica.
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