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Galleria delle
arti |
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Titolo:
Il mio desiderio feroce
Autore: Keith Jarrett
Traduzione: Patrizia Gracis
Prefazione: Carlo Maria Cella
Saggio: Peter Ruedi
Collana: Galleria
delle Arti
Pagine: 424
Illustrazioni: 103 (83 in bianco e
nero 3 a colori e 17 trascrizioni)
Formato: cm 16x24
Legatura: Cartonata con sovracoperta
Prezzo: (per
collezionisti) 120,00€
Pubblicazione: Novembre 1994
ISBN: 88-7202-005-0
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L'autore |
Keith
Jarrett (1945), uno dei musicisti
più completi del nostro
tempo, suona il pianoforte
dall'età di tre anni.
Negli anni '60 e '70 diventa
celebre nell'ambiente del
jazz newyorkese suonando in
formazioni memorabili (Miles
Davis Group). Allarga poi
i suoi orizzonti rivelando
doti di compositore (Spirits)
e di interprete dei classici
(Variazioni Goldberg di Bach,
24 Preludi e Fughe, op. 87
di Sostakovic).
Le sue qualità
di improvvisatore (Köln
Concert, Vienna Concert) gli
hanno tributato una fama mondiale.
«L'improvvisazione»
dice Jarrett «è
il modo più profondo,
in musica, per mettersi in
contatto con la realtà
nel momento in cui essa accade».
Tra i numerosi premi ricevuti
da Keith Jarrett si contano
le Guggenheim Fellowship,
il Grand Prix du Disque e
il Prix du President de la
République dell'Accademia
Charles Cros in Francia, 6
Deutscher Schallplattenpries,
5 nomination all'American
Grammy. Nel 1989 è
stato nominato Officier de
l'Ordre des Arts et des Lettres,
una delle massime onorificenze
del Ministero della Cultura
francese.
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| Il
libro |
Questo libro è una
mappa per esplorare con intelligenza
e commozione la complessa
geografia esistenziale e artistica
- pianoforte e improvvisazione,
jazz, interpretazione dei
classici, composizione - di
Keith Jarrett. Per la prima
volta il musicista, che è
sempre stato considerato difficile
e misterioso, indulge - in
articolate conversazioni con
Kunihiko Yamashita - al racconto
di episodi e personaggi chiave
della sua vita, svela i segreti
della sua musica, cita i suoi
auctores prediletti.
Una ricca e insolita documentazione
fotografica correda il testo
e trasmette tutta la tensione,
fisica e psicologica, del
rapporto di Jarrett con il
pianoforte. Scrive Carlo Maria
Cella nella sua forte e convincente
prefazione: «L'improvvisazione
di Jarrett è un free
climbing che affida alla prensilità
delle dita, alla flessibilità
del corpo, alla concentrazione
del pensiero, non solo la
strada e la meta, ma la sua
stessa vita. "Non ho
nemmeno un seme quando comincio.
È come partire da zero"».
Un lungo, attento saggio di
Peter Rüedi descrive
il percorso musicale di Keith
Jarrett.
La trascrizione dei temi
più importanti - tra
cui Kôln Concert e Spirits
- e una esauriente appendice
critica concludono un libro
denso e articolato, che si
torna a leggere e a sfogliare
più volte con rinnovato
interesse.
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| Le
foto |
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