Musica! di Repubblica - 7 febbraio 2002
SOCRATES Dà LA PAROLA A JARRETT E GLASS
I volumi curati e preziosi di una casa editrice che ama la musica
di Felice Liperi

"Io non mi sento esattamente un musicista. Quando mi ascolto, ci sono dei momenti in cui realizzo che non si tratta solo di musica". Con questa sorprendente dichiarazione Keith Jarrett si presenta in Il mio desiderio feroce, la biografia del grande artista realizzata dalle Edizioni Socrates attraverso articolate conversazioni con il musicologo Kunihiko Yamashita. Un prezioso documento per scoprire un artista fra i più idolatrati, e al tempo stesso misteriosi, apparsi sulla scena musicale dell'ultimo trentennio del Novecento. La Socrates lo ha inserito in una collana di volumi dedicati ad alcuni protagonisti della storia musicale recente. Si tratta di pubblicazioni realizzate con grande cura sia sul piano dell'allestimento tipografico, sia (ed è ciò che più conta) nella realizzazione dell'opera. Segno che la pubblicistica dedicata alla musica non deve essere necessariamente un settore di serie B. Così accade anche con John Cage, personaggio già dotato di tale fascino da trasformare la storia in un "romanzo autobiografico" di grande interesse. Ma John Cage Lettera a uno sconosciuto diventa un prezioso documento anche grazie alla fulminante prefazione di Edoardo Sanguineti e al ricordo del grande coreografo Merce Cunningham. Le difficoltà di affrontare il percorso del primo artista totale del Novecento, diventano così un'avventura ancor più stimolante. L'indagine della composizione, lo "sconosciuto" del titolo, può essere portata a modello di come si debba affrontare la presentazione di un artista. Una passione, arricchita da una forte dose di autocoscienza, anima anche la biografia dallo stile più narrativo, di Philip Glass. La mia musica, il volume Socrates dedicato al minimalismo musicale. Basta dare un'occhiata alle pagine di Glass dedicate alla venerazione per Bob Wilson (e alla nuova idea del teatro che stava lanciando nei primi anni Settanta) per capire che la sua razionalità trovava punti di forza soprattutto nell'entusiasmo e nella passione emotiva. Un ribaltamento della tradizionale lettura di un artista molto popolare che valorizza il lavoro di chi, come Socrates, vuole affrontare seriamente i fenomeni musicali.