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Fuori
collana |
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Titolo:
Santità, a che serve
Dio?
Autore: Laura
De Luca
Collana:
Fuori
collana
Pagine: 120
Formato:
cm 13,5 x 20,5
Legatura:
Brossura con allegato in terza
di copertina un
CD audio
Prezzo: 13,00€
Pubblicazione:
Aprile 2005
ISBN: 88-7202-024-7
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L'autore |
Laura
De Luca giornalista di Radio
Vaticana, autrice radiofonica,
disegnatrice e scrittrice,
ha pubblicato vari saggi e
romanzi. Tra le ultime opere:
Tutti bravi ragazzi. Il sequestro
Moro e sette testimoni involontari
(Zona 2003).
Di recente
si è occupata di musica,
producendo il CD Strane Coppie
Musicali del Novecento con
il patrocinio della Discoteca
di Stato.
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| Il
libro |
Dalle
apparizioni della Madonna
di Fatima all’attentato
a Giovanni Paolo II, il libro
ricostruisce e traccia l’itinerario
di un secolo. La giornalista,
testimone privilegiata del
tragico evento del 1981, propone
un collage di ricordi personali,
documenti, fonti storiche
riflettendo su una serie di
interrogativi essenziali,
del tutto aperti.
Attraverso una ricostruzione
a metà fra la cronaca
e il romanzo, l’autrice
costruisce un mosaico di frammenti
diversi, quasi una partitura
musicale, dove le piccole
storie di persone qualsiasi,
si inseriscono nella più
vasta cornice della grande
Storia di tutta l’umanità,
eleggendo così il pontificato
di Woytjla a emblema di tutto
il Novecento.
In allegato, un CD audio
che, alla maniera degli sceneggiati
radiofonici, spettacolarizza,
e allo stesso tempo documenta,
questi stessi eventi con l’aiuto
di documenti originali e testimonianze. |
| Incipit |
Asimmetrico
scendo in piacchiata su mille
teste. Volo. La piazza è
colma, inclina un po’
a destra, mi pare, una volta
su un lago ho visto una barca,
inclinava su un lato perché
tiravano su le reti, che aria
dolce c’era, proprio come
stasera…
Stasera anche la piazza inclina
da un lato, il pescatore è
vestito di bianco, LO CONOSCO
QUELLO, pesca senza reti, PESCA
UOMINI, sta a braccia aperte
a bordo di quel carro a motore,
dall’alto seguo la scia
che si apre di folla, di teste,
per noi altri neppure una manciata
di miglio, di mollica, di briciole…
Tra le braccia il pescatore
bianco solleva una bambina,
pesca una bambina, la posa,
le braccia si alzano come ali
senza troppe piume, salutano,
cento altre ali senza proprietari
svolzzano intorno, sono “fazzoletti”,
specie di piume di riserva,
poi mi taglia l’aria qualcosa
di nero a lato SWISSSSSSSSSSSSSSCCC…
e poi: BANG BANG BANG BANG!
Cacciatori? Se mi si spezza
l’ala sono perduto, erano
cacciatori? Neanche per sogno;
tanto tempo fa sapevo già
alla perfezione chi erano i
cacciatori, un piccione sa tutto,
ma che ci fanno qui, i cacciatori?
Gridano tutti: «Fermalo,
FERMALO!».
«La folla è
tutta in piedi, quasi. Non
commentano la scena tragica
cui hanno assistito. Sono
quasi tutti in silenzio, aspettano
notizie (pausa: fischi o grida
in lontananza), noi a nostra
volta cercheremo di prendere
nota e lasciamo aperto il
canale anzi chiediamo alla
sala controllo se il canale
deve rimanere aperto oppure
no…
Io abbandono un attimo la
postazione e cercherò
notizie, cercherò di
sapere che cosa è successo,
io posso solo vedere piazza
San Pietro (pausa: un po’
di affanno), il mio compito
era solo di riferire su un’udienza
generale (in sottofondo sirene
della polizia o di autoambulanza),
su una delle tante, affettuose
udienze generali date da Giovanni
Paolo II, un’udienza
generale troncata da quattro-cinque
spari in rapida successione…(altre
sirene in sottofondo) Il Santo
Padre è stato evidentemente,
certamente colpito (voci di
tecnici vicini al radiocronista)…»
…Si è formato
un vuoto, un risucchio dentro
la gente, uomini e donne frullati
come briciole da una folata
di vento maestoso e impassibile
nello stesso tempo. L’ala
è salva, ho perso giusto
due penne, ho perso giusto
due battiti, un piccione o
mille piccioni siamo tutti
la stessa cosa…
Sto facendo lezione di radiofonia,
voglio diventare una giornalista
della radio, voglio diventare
una che dà le notizie
senza farsi vedere, la buona
coscienza del mondo, la voce
della coscienza, invisibile
e onnipresente.
All’improvviso il professore
viene chiamato in direzione,
non ci sono ancora i cellulari
e lo sta cercando disperatamente
il suo redattore capo dal
Giornale Radio. «Muovi
il culo, hanno sparato al
papa!»
In fretta e furia il professore
si congeda dalla classe, dal
rettore, da noi studenti.
Prima di essere un professore
è un giornalista. «Hanno
sparato al papa, questa è
una lezione fondamentale:
all’occorrenza il radiocronista
deve essere pronto a schizzare
sul posto. Per passare un
servizio gli bastano due occhi
e un telefono. La radio è
poverissima. Io vado».
Che occasione, per noi studenti.
Occasione di studio, di pratica,
esercizio di cinismo. I giornalisti
gioiscono sempre delle cattive
notizie: solo le cattive notizie
danno buone opportunità;
e le notizie quasi sempre
sono cattive. In aula vengono
accesi quattro sintonizzatori
contemporaneamente. Le tre
reti RAI e la Radio Vaticana,
ovviamente, già non
parlano d’altro. Alla
Radio Vaticana era in corso
la radiocronaca dell’udienza
generale, potrei sbagliarmi
ma mi sembra che il cronista
tiri un po’ il fiato.
In laboratorio-TV cinque monitor
sono accesi sui tre canali
RAI, su Telemontecarlo e su
un’emittente locale
che già cercano di
raccogliere dati su quanto
è appena accaduto in
quell’angolo di piazza
San Pietro, in quell’angolo
di mondo… Per il momento
filmati o riprese di quanto
è successo non ce ne
sono. Dobbiamo immaginare,
dobbiamo affidarci… |
| Le
foto |
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Approfondimenti |
Consigliato
a…
…chiunque sia interessato
a una riflessione globale sulla
storia del ventesimo secolo e sul
ruolo politico e ideologico che
in essa ha avuto papa Giovanni Paolo
II.
In breve
È il 13 maggio quando la
Madonna appare ai tre pastorinhos
sugli altipiani dell’Estremadura.
È sempre il 13 Maggio il
giorno in cui papa Giovanni Paolo
II viene ferito a piazza San Pietro.
È il 13 maggio la data che
lega il 1917 al 1981 e vela di mistero
la storia di un secolo, imponendosi
all’attenzione dell’umanità.
Si tratta di una tragica fatalità?
O è necessario trovare delle
chiavi di lettura? In Santità,
a che serve Dio? l’autrice
con l’occhio svelto, appassionato
e diretto della giornalista radiofonica,
di chi vuol dare notizie senza farsi
vedere, di chi crede che la radio
sia povera sì, semplice sì,
ma universale e potentissima, ripercorre
alcuni degli eventi essenziali del
secolo appena trascorso. Lo stile
di Laura De Luca è rapido,
incisivo e coinvolgente, l’autrice
si avvale di molte voci, moltiplica
i punti di vista, arricchisce la
narrazione, a metà tra la
cronaca e il romanzo, di testimonianze
e citazioni. Ne fa quasi una partitura
musicale in cui le piccole storie
personali si inseriscono nella più
vasta cornice della grande Storia
di tutta l’umanità,
e il pontificato di Woytjla si fa
emblema di tutto il Novecento.
La citazione
"Non è un libro per
soli cattolici, né per credenti.
Forse per chi vorrebbe credere in
Dio ma, guardando il mondo, lascia
perdere in tempo"
(Rockstar)
Rassegna
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Rockstar
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