Gli altri - ottobre 2010

Non nasce tutti i giorni una disciplina nuova, che sappia interpretare lo spirito dei tempi. Sébastien Foucan è il fondatore del Freerunning e ce ne parla in un bel libro fotografico ( Freerunning. Trova la tua strada , Edizioni Socrates, 2010, pp. 128, € 16). Sébastien cresce a Lisses, in Francia, e trascorre le giornate a saltare sui muri, scavalcare inferriate, scoprire nuovi varchi tra palazzi e costruzioni urbane. Vive la città come se fosse un'immensa giungla. Ma crescendo non abbandona questo modo di vedere le cose, anzi lo incrementa, lo sviluppa. Uno degli aspetti più affascinanti è il fatto che il Freerunning è una filosofia. Un sistema filosofico moderno. Ecco, dopo le sintesi di Aristotele, Hegel, Kant, perché no la proposta, al tempo stesso antica e moderna, di Foucan? E magari tra qualche secolo verrà pure studiato nei manuali di filosofia: in fondo il suo non è un po' lo stesso spirito di certi filosofi viandanti come Socrate o Diogene? Insieme alle spettacolari fotografie (un vero e proprio tripudio visivo), brevi testi sviluppano le idee base. “Niente su questo pianeta dura per sempre. Ecco perché credo che non possa esistere un concetto come il possesso”; “Non competere [...] quello di cui le persone avrebbero realmente bisogno è dirsi che vanno bene così come sono adesso, e che i loro risultati sono incredibili di per sé, senza essere confrontati con quelli degli altri”; “La meta è un'illusione, non sai mai cosa arriva dopo, quindi cerca di vivere il momento perché è tutto ciò che conta veramente”; “Prendi e dai ispirazione”. Si tratta di una specie di combinazione di stoicismo ed epicureismo, pronta al confronto, all'essenziale, alla cooperazione, alla contemplazione. Una bella lezione di vita in tempi frenetici come i nostri.

Attenzione, però! Il Freerunning è una disciplina seria, non la si può improvvisare, non ci si può mettere a correre e saltare a perdifiato rischiando di rompersi l'osso del collo (come, ahinoi, è già successo, soprattutto a certi adolescenti in piena crisi ormonale). Come Foucan stesso spiega, ognuno deve trovare il proprio “parkour”, il proprio sentiero, al di fuori di ogni logica di prevaricazione. C'è un tempo per muoversi e un tempo per riposare. Se qualcuno ci trova qualche sentore zen o buddista, non ha torto: la vera novità, però, è aver associato a un pensiero tendenzialmente contemplativo e statico l'adrenalina della fisicità e della velocità. Per altre informazioni c'è il bel sito personale: www.foucan.com.

Vivamente consigliato a chi pensa che la filosofia sia morta e non conti più nulla. La filosofia, semplicemente ed efficacemente, ha assunto nuove forme.

Flavio Santi