Scoprire Verdi seguendo il punto di vista degli interpreti
contemporanei: direttori, cantanti, registi. Far raccontare
passioni, problemi, soluzioni a chi ha il compito
di trasformare una partitura da pezzo di carta in
opera viva. Leonetta Bentivoglio chiede ad ognuno
dei suoi protagonisti di scegliere un’opera
verdiana (il mio verdi, Edizioni Socrates, pp.179).
Nascono dodici coppie, ben collaudate: Leo Narducci
– Nabucco; Renato Bruson –Macbeth; Jonathan
Miller –Rigoletto; Luca Ronconi- Trovatore;
Liliana Cavani –Traviata; Luciano Pavarotti
–Un ballo in maschera; Giuseppe Sinopoli –
La forza del destino; Myung-Whun Chung – Don
Carlo; Riccardo Chailly – Aida; Claudio Abbado
– Simon Boccanegra; Peter Stein – Otello;
Riccardo Muti – Falstaff.
Di ogni opera viene fornita una scheda storico- critica,
Angelo Foletto sceglie una discografia ragionata;
nella prefazione, Carlo Fontana, sovrintendente della
Scala di fede wagneriana, racconta la sua conversione
a Verdi. Il volume ha il pregio di storicizzare la
cronaca, ragionando a freddo sulle tante scelte caldissime
che ogni allestimento impone. Voce dopo voce, da “Nabucco”
a “Falstaff”, è tutto Verdi che
ci sfila davanti: le evoluzioni e le conquiste del
suo talento, raccontate in modo documentato e vivace.