Tenno, l'imperatore

Tenno

Conversazione tra A.Kurosawa e W.Wenders

Un utile strumento di conoscenza del cinema di Kurosawa.

Introduzione: Elisabetta Bruscolini
Pagine: 96
Illustrazioni: 30 in bianco e nero
Formato: cm 16x24
Legatura: Brossura
Pubblicazione: Dicembre 1995
ISBN: 88-7202-009-3
Prezzo: € 13,00

 

Akira KurosawaL'autore
Akira Kurosawa, nato a Tokyo nel 1910, discendeva da una famiglia di samurai. Esordì come regista nel 1943 con il film Sugata Sanshiro: il successo fu tale che la casa di produzione Toho gliene commissionò una seconda parte.
Da allora ha cominciato a girare film straordinari quali Rashomon (1950), L'idiota (1951), I sette samurai (1954), Il trono di sangue (1957), Dersa Uzala (1975), Kagemusha (1980), Ran (1985), Rapsodia d'agosto (1991), che lo hanno reso il regista il giapponese più famoso a livello internazionale.
I suoi connazionali lo chiamavano "Tenno", Imperatore. Tra i riconoscimenti più significativi, ha ricevuto: il Leone d'oro alla Mostra del Cinema di Venezia, l'Oscar e la Palma d'oro al Festivas di Cannes.

Il libro
Il libro presenta un utile strumento di conoscenza del cinema di Akira Kurosawa: le schede filmografiche di tutte le opere girate dal regista giapponese dal 1943, corredate dalle fotografie di ogni film. Le schede sono affiancate da un profilo biografico e da un elenco di soggetti e sceneggiature mai realizzate da Kurosawa o cedute ad altri registi.
Un dialogo tra Akira Kurosawa e Wim Wenders, inedito in Europa, arricchisce il volumetto di una preziosa conversazione tra due maestri di cinema, che ci fanno scoprire l'indispensabile, intimo legame tra perizia tecnica e creatività.

Incipit

Sul 30° Film di Kurosawa “Rapsodia D’Agosto”.
Conversazione tra Akira Kurosawa e Wim Wenders.

Wenders si stava recando da Kurosawa in una giornata piovosa fin dalla mattina. Nell’automobile che lo portava dal centro di Tokyo a Setagaya, in maniera pacata diceva: «Mi piace andare a torvare Kurosawa in una giornata piovosa. Le sue sequenze sotto la pioggia ne I sette samurai e in Rashomon mi hanno entusiasmato molto»
Ed è una piccola statua di un Budda ad accoglierlo nel soggiorno di casa di Kurosawa.

Wim Wenders: È la prima volta che vedo una statua di Budda con una mano in alto
Akira Kurosawa: È il Budda della nascita. Rappresenta il momento della sua nascita, quando indicando il cielo e la terra disse «Tenjô Tenga Yuigadokuson» (su nel cielo, sotto la terra non esiste essere più nobile)
W.W.: Sembra un regista quando dice «Azione» (ride)
A.K.: Non ci avevo mai pensato. A dire la verità, è un premio che ho ricevuto dall’Associazione Registi Cinematografici Giapponesi. La statua l’hanno scelta Ozu e Mizoguchi.
W.W.: Allora è veramente un oggetto molto speciale ( al nome di Ozu tradisce una certa emozione) […] Ho visto l’altro giorno Rapsodia d’agosto. Sono rimasto un po’ perplesso, perché dopo film molto spettacolari come Ran, Kagemusha e Sogni, all’improvviso fa un film sulla famiglia.
A.K.: Girare questo film è stata una cosa molto naturale. Come se andassi a fare una gita alla casa di mia nonna, durante le vacanze estive.
W.W.: La scena delle formiche che salgono sul ramo di rose era già nella sceneggiatura originale?
A.K.: Sì, c’era anche nel romanzo Le pentole da cui il film è stato tratto. È stato molto difficile riprendere le formiche, ci ha aiutati uno scienziato che le studia.
W.W.: Un ammaestratore di formiche! (ride)
A.K.: Per farle andare verso il ramo di rose avevamo utilizzato dei profumi particolari dispersi nella terra intorno. Però le formiche, una volta arrivate lì, non salivano sul ramo di rose. Alla fine, dopo averci studiato sopra, abbiamo capito che la peluria dei rami di rose era fastidiosa per le formiche. Abbiamo perciò dovuto rasare il tronco e alla fine le fomriche hanno cominciato a salire. (ride)

 

"Quando leggevo il romanzo originale Nella pentola, da cui è tratto il film Rapsodia d'agosto, c'era a un certo punto la nonna che correndo sotto la pioggia scambia una nuvola carica di pioggia per il fumo del fungo atomico, e i ragazzi la seguono.
Pur continuando la lettura, quell'immagine mi è ritornata improvvisamente in mente. E nella mia mente quella scena si è disegnata realmente. Così ho iniziato a girare il film.
Io non posso fare un film se non riesco a creare l'immagine reale di ciò che ho in mente."
Akira Kurosawa

 

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