Paralipomeni

Paralipomeni, diretta da Simone Barillari, raccoglie le opere minori dei più grandi autori della letteratura italiana: testi d’occasione, scritti incompiuti, articoli di giornale e corrispondenze di viaggio, excursus saggistici, diari ed epistolari. Ogni volume della collana sarà arricchito da illustrazioni e apparati critici, riproduzioni d’epoca e pagine autografe che restituiranno a questi testi l’importanza e la fragranza originarie, facendone piccoli gioielli per gli appassionati della letteratura e del libro.
Nei più grandi autori certi improvvisi bagliori del talento si aprono in luoghi incalcolati e spontanei: spesso l’immagine che svela un romanzo è stata offerta quasi come un indizio in un brano di critica letteraria, e nel controluce della lettera a un amico è capitato spesso di distinguere la filigrana di un personaggio; e quante volte l’ossessione per un tema dominante e il taglio di un pensiero sono stati orditi dentro un diario di appunti o in un racconto rimasto poi in ombra, quante volte l’effetto di certi giri di frase e ritmature della prosa è stato provato prima, quasi con noncuranza, nell’articolo di un giornale o nella corrispondenza di un viaggio. In questi luoghi imprevisti e apparentemente minori ogni grande autore ha sempre disseminato, per volontà o per occasione, importanti segni di sé, inconfutabili frammenti del diamante: piccole parti come miniature del tutto.


Manganelli

di Giorgio Manganelli

Il "Morgante" di Luigi Pulci raccontato da Manganelli. Un testo affascinante, profondo ma facile da seguire perché nato per l'ascolto radiofonico. Una guida per conoscere Morgante, Margutte, Astarotte e gli altri protagonisti del primo e più misconosciuto dei poemi cavallereschi italiani - e per innamorarsene.L’Espresso

DeAmicis

di Edmondo De Amicis

Orhan Pamuk, premio Nobel turco, ha definito le pagine su Costantinopoli “la migliore opera su Istanbul del XIX secolo”. Queste e altre pagine sono state raccolte in Memorie mediterranee (viaggi in Spagna, Marocco, Costantinopoli e Sicilia), con illustrazioni di Cesare Biseo. Nella prefazione al libro, Emanuele Trevi ricorda che in tema di libro di viaggio sarebbe difficile contestare a De Amicis il ruolo di “padre fondatore”.La Stampa