Miss Mary Juana

Miss Mary Juana

di Peter-Paul Zahl

Quando due mondi diversi - Germania e Giamaica - si incontrano, ne può scaturire un conflitto di civiltà, oppure un romanzo come questo. Lo scrittore tedesco Zahl partorisce l'eccentrico detective Aubrey Fraser che sull'isola ci sta alla grande. Passa il tempo a fumare ganja e ascoltare Bob Marley, maledicendo capitale e Regina d'Inghilterra. Ma un delitto... Un noir "reggae" e molto no global.XL Repubblica

Traduzione: Leda Spiller
Pagine: 198
Formato: cm 13,5 x 20,5
Legatura: Brossura
Pubblicazione: Luglio 2012
ISBN: 978-88-7202-045-6
Prezzo: € 13,50

 

Peter-Paul ZahlL'autore
Peter-Paul Zahl è nato a Friburgo/Breisgau nel 1944 ed è vissuto fino al 1953 nella RDT. In Renania ha conseguito la licenza ginnasiale e il diploma di tipografo. Nel 1964 si è trasferito a Berlino Ovest. Nel 1967 ha fondato una piccola casa editrice con annessa tipografia. È stato editore, tra le altre cose, della rivista "Spartacus" e dei "Quaderni integrativi per nani". Nel 1972 viene arrestato e condannato a quattro anni per "lesioni gravi e resistenza violenta alle forze dell'ordine". Nel 1976, dopo il processo in appello, è condannato a quindici anni di carcere, questa volta per "duplice tentato omicidio e resistenza". Rilasciato dopo dieci anni, ha lavorato due anni come volontario presso la "Schaubühne" di Berlino diretta da Peter Stein. Sposato e con sei figli, dal 1985 Zahl ha vissuto in Giamaica dove è morto il 24 gennaio 2011. Ha pubblicato oltre venti libri, alcuni tradotti in Francia, Grecia, Danimarca, Giappone e Olanda.

Il libro
La finzione di una trama coinvolgente si inserisce sullo sfondo della realtà giamaicana odierna, della quale l'autore ci offre una particolareggiata ed affascinante descrizione. Gli attualissimi temi della globalizzazione economica, dello sfruttamento di paesi del "sud del mondo" e della difesa delle identità culturali, sono in effetti i principali protagonisti di questa "gangster story". Dopo il tragico e violento omicidio di un ragazzo che sconvolge la tranquilla quotidianità di un villaggio, un onesto poliziotto e un ambiguo detective intraprendono un avventuroso viaggio attraverso l'isola sulle tracce degli assassini. La ricerca sarà lunga, densa di situazioni imprevedibili e di incontri inattesi: spacciatori di ganja, killer senza scrupoli, agenti infiltrati della DEA, gangster potenti e pericolosi. La droga è al centro di tutto: da una parte la marijuana, che senza la politica repressiva imposta dagli USA potrebbe fare la ricchezza della Giamaica, dall'altra le droghe pesanti, che con i loro effetti devastanti alimentano un mercato sempre più vasto e violento. La vita quotidiana viene descritta attraverso una divertente galleria di personaggi che ben rappresenta la multietnica società giamaicana, sempre in bilico tra una minacciosa modernità e l'affermazione delle proprie radici.

Incipit
La cosa più bella di questo lavoro è l’ozio.
Siamo seduti su uno sperone di roccia, la baia sotto di noi, le gambe e l’anima ciondoloni. Sulla piccola isola davanti all’insenatura una palma straziata dal forte vento: il bersaglio.
Inquadrandola tra pollice e indice, prendiamo la mira. Mettiamo a fuoco esattamente l’obiettivo.
La mano non trema. Il punto di mira è centrato sulla linea dell’orizzonte. E noi ci troviamo là, esattamente là: alla fine del mondo. Perché la terra non è rotonda. È piatta. La nave che scompare lì, alla fine del mondo, riemerge semplicemente, capovolta, sull’altra faccia della terra. L’uomo di mare navigato lo capisce dal mutare del battere dell’onda e dal breve arrestarsi del cuore e del pensiero. Dal diario di bordo di Cristoforo Colombo sappiamo che la Niña, la Pinta e la Santa Maria incrociarono tre giorni e tre notti davanti a quella linea – la fine del mondo – prima di prendere il vento decise, confidando nella forza di gravità che ci tiene incollati al nostro pianeta, puntando dritto verso quel limite: un colpo al cuore inebriante, paragonabile per certi versi a quello che precede il primo orgasmo, e la prua della nave è lanciata nel nulla …
Questo immaginiamo, nel nostro ozio. E immaginiamo anche che Neil Armstrong e Edwin Aldrin non siano affatto atterrati sulla luna col loro modulo lunare, l’Eagle, il venti luglio del 1969. La dea della luna non l’avrebbe di certo consentito. In realtà le riprese esterne sono state girate non lontano da Los Alamos, nel deserto. Bisognava umiliare i russi, che il quattro ottobre del 1957, con il loro Sputnik – in condizioni di tempo sereno, così che tutti potessero vederlo a occhio nudo –, avevano portato il primo satellite artificiale a orbitare intorno alla terra. Dopo i videogiochi del Pentagono, mandati in onda dai notiziari della CNN come immagini reali della Guerra del Golfo, nessuno si fida più dei messaggi trasmessi dai media.
L’ozio è il padre di tutte le arti e le virtù. Senza “tempo per se stesso” l’uomo dell’età della pietra non avrebbe mai potuto cominciare né finire le sue pitture rupestri. E proprio perché abbiamo tempo per noi stessi Prento e io vinciamo le nostre paure, ci immergiamo in grotte e caverne e dipingiamo le immagini più belle. O veniamo dipinti e ben bene lavorati. Prento dalla sua prima “relazione extraconiugale”, Latoya, la mia nuova segretaria del Trelawny, e io dalla mia “prima donna”, la madre – la baby-mother – dei miei primi figli, Valerie. Loro a destra, sotto gli scogli, noi a sinistra. “Sotto la palma”, come dice la canzone. Su stuoie e teli da mare, perché sabbia e formiche possono essere molto fastidiose. Qui nessuno si perde durante il giorno. Solo di notte. Ma allora non è più un perdersi.

 

Il libro affascina il pubblico giovane per la descrizione di un mondo ideale, in cui i rapporti umani vengono vissuti all'insegna della solidarietà. La vita quotidiana si svolge nella più semplice naturalità e sensualità, senza escludere l'uso delle droghe leggere, che non trova ostacoli morali o culturali. Anche un lettore attento ai discussi temi della globalizzazione, del terzo mondo, del predominio economico delle multinazionali, trova nel racconto critiche e spunti di riflessione, essendo la Giamaica un ottimo esempio di come il colonialismo prima, e l'imposizione di monocolture intensive poi, determinino grossi squilibri economici, sociali ed ecologici.
Un poliziotto e un detective sulle tracce di una banda di spacciatori. Di quale droga lo si scoprirà leggendo il libro, un giallo d'azione appassionante e ironicosullo sfondo delle lussureggianti piantagioni della Giamaica, terra ricca di colori ed etnie diverse.Malgrado lo strapotere economico e politico straniero, la sua gente è riuscita a conservare una indomabile vitalità e una forte consapevolezza delle proprie radici. Include un glossario di termini giamaicani.

 

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